sabato 16 dicembre 2023

RECENSIONE: DUFF McKAGAN (Lighthouse)

DUFF McKAGAN  Lighthouse (BFD Records, 2023)





con la benedizione di Bob Dylan

Se vi siete persi Tenderness (2019), il precedente disco di Duff McKagan, recuperatelo, ne vale assolutamente la pena: un flusso di coscienza intimo e cantautorale scritto e musicato insieme a Shooter Jennings. Perfino Bob Dylan si è scomodato per elogiare una canzone lì contenuta: 'Chip Away'.

Questo per dire che questo Lighthouse non riesce ad avvicinare l'intensità di quella raccolta di canzoni, puntando piuttosto sulla varietà rafforzata dalla presenza di alcuni ospiti: il sodale Slash che lascia il suo assolo su 'Hope', l'amico Jerry Cantrell presente nella ballata acustica 'I Just Don't Know' e Iggy Pop con uno spoken, in verità poco incisivo, nell'ultima traccia del disco 'Lighthouse' che riprende la title track che apre il disco. Presenze discrete e poco ingombranti di amici che si mettono al servizio delle canzoni.

Duff McKagan ha confessato che nell'ultimo periodo ha buttato giù una enorme quantità di canzoni dal tiro punk. Non sono però su questo disco a parte la veloce 'Just Another Shakedown', certamente la più movimentata.

Cosa ci troviamo allora? Una raccolta di  canzoni intimiste dai toni scuri ('Longfeather) e malinconici ('Forgivness') ma anche pop come in  'Holy Water' che sembra guardare agli U2. Se con 'I Saw God On 10th St.', un folk punk che gioca sull'effetho elettro acustico  portando la memoria a Johnny Thunders, certamente tra gli eroi musicali di Mckagan, 'Fallen' e 'Fallen Ones' sono ballate da  classic rock vecchio stampo che rinforzano il legame con la tradizione cantautorale americana.

Il faro di Duff McKagan in questi ultimi anni sta proiettando la sua luce verso strade cantautorali sempre più marcate. Anche se poi, lui il titolo di questa raccolta lo spiega così: "ho una moglie straordinaria: è sempre stata un vero faro di speranza, bellezza ed eccitazione, e affronterei qualsiasi cosa per lei", dice. “Mi ha fatto passare così tante cose. Lei è il mio faro, ma su scala più ampia, la stiamo tutti cercando. Si tratta di speranza e di chiedersi cosa accadrà dopo". 

Un sopravvissuto, come spesso si dichiara, che sta vivendo una dignitosa seconda parte di carriera lontana dagli eccessi di gioventù ma sempre più vicina a quella tranquillità di mezza età che però non sembra imbrigliarne l'ispirazione. Pollice verso per la copertina che seppur disegnata dal compagno della figlia, non sembra regalare una buona vetrina al disco. 





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