lunedì 4 gennaio 2021

RECENSIONE: FIREFALL (Comet)

FIREFALL
   Comet (Sunset Blvd, 2020) 




west coast di ritorno 

Supergruppo di Boulder, Colorado, di seconda fascia dentro alla grande stagione West Coast dei settanta, almeno dalle nostre parti ma non in patria che hanno marcato con alcuni successi, formato da ex membri provenienti invece da gruppi da prima pagina (Flying Burrito Brothers, Byrds e Spirit), i Fireball ritornano dopo 22 anni dall'ultimo album in studio (dal vivo non si sono mai fermati) con tre membri storici a portare avanti il lavoro di quelli che ai tempi erano i maggiori compositori della band, ossia Rick Roberts e Larry Burnett. Ci sono i vecchi Jock Bartley (chitarre e voci), Mark Andes (basso e voci) e David Muse (flauto, sax e tastiere) affiancati da Sandy Ficca ( batteria) e l'ultimo entrato Gary Jones (chitarra). 
 "Negli ultimi 15 o 20 anni, abbiamo suonato fondamentalmente lo stesso set di 45 minuti o 60 minuti ogni volta che abbiamo suonato, perché è quello che i fan pagano per sentire. Che è grandioso. E questo dice quanto fossero meravigliose le nostre canzoni dei settanta con Rick Roberts e Larry Burnett, ma abbiamo iniziato a sentire la necessità di fare nuova musica ". 
Comet è un disco che riparte dal lontano 1976 ma con lo spirito di questi anni ben presente, nonostante il testo dell'apertura 'Way Back When', un country rock che lascia raggi luminosi di Byrds e CCR ('Lodi'!!!) su ogni nota, sia un nostalgico sguardo indietro verso la grande musica dei sessanta con i suoi protagonisti in prima linea. Nel testo vengono citati Beatles, Rolling Stones, Byrds, Young Rascals, Aretha Franklin, Led Zeppelin. Un disco di armonie vocali e melodia alla vecchia maniera ('Hardest Chain'), di ballate pop rock ariose ('A Real Fine Day'), giocate su chitarra, pianoforte e nostalgia come faceva il vecchio Bob Seger ('Younger') dove ricompare anche quel flauto che ne segnò i giorni più lontani ('Ghost Town'). Mentre il rock immerso nel R&B di 'There She Is' e il Latin rock di 'New Mexico' (sequel della loro vecchia 'Mexico') alzano il ritmo e l'elettricità, nella cover degli Spirit 'Nature's Way' riallacciano definitivamente i ponti con il passato, rinforzato dalla presenza di due ospiti come Timothy B. Schmit degli Eagles e John McFee dei Doobie Brothers. Non i soli perché nel disco fanno la loro comparsa anche altri due ex membri ( Jim Waddell e Steven Weinmeister) e Donnie Lee Clark dei Pure Prairie League, voce in due brani. E di colpo sembra di ritrovarsi in quel divano con lo stereo davanti, la carta da parati floreale e le copertine di Byrds, Eagles, CSN, America e Doobie Brothers sparpagliate sul pavimento da guardare e riguardare. Country rock di facile ascolto come si diceva, costruito con antica maestria e rinnovata professionalità.






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