Più passa il tempo più ci sono quarantennali da festeggiare. È la dura legge del tempo. Si invecchia tutti insieme, nonostante i tanti giovani presenti, beati loro, siano ancora lontani da certe ricorrenze o incombenze. Non mancano l'occasione nemmeno i Faster Pussycat.
Taime Downe porta avanti il nome e tutto sommato fa bene! I tempi dei cessi affollati di varia umanità con i piedi tra Jack Daniels sperperato e piscio al Cathouse di Hollywood di metà anni ottanta sono ricordi lontani, il rossetto sulle labbra è colato via nel tempo lasciando comunque una scia rossa da seguire ma una cosa fondamentale è rimasta: le canzoni! Taime Downe è in gran forma sia fisica che vocale ed è consapevole di quanto il tempo sappia giocare brutti scherzi. Quindi va bene la nostalgia di quando cinque giovani ragazzi inseguivano i loro sogni di rock'n'roll sognando gl Stones, le New York Dolls, gli Aerosmith e gli Hanoi Rocks e rubando il nome al cult movie di Russ Meyer del 1965 ma i piedi calpestano il più rassicurante presente: il concerto dopo l'intro di 'Born To Be Wild' degli Steppenwolf si apre con il rombo del nuovo singolo 'Motorbike'. È un segnale.
Attorno a lui due chitarristi che sanno il fatto loro, l'esperto Ace Von Johnson (in prestito dagli L.A. Guns) e lo sbarbato Chris Borell che nonostante alcuni problemi tecnici (che alla fine danno respiro permettendo brevi parentesi di cabaret in un set diretto e senza fronzoli) si prende spesso la scena, il sodale Danny Nordahl al basso e il pachidermico Chad Stewart alla batteria, entrambi in formazione da ormai una ventina d'anni.
Naturalmente a farla da padrone è il debutto, disco che pur non avendo avuto la fortuna commerciale che avrebbe meritato (anticipò di sole due settimane Appetite For Descrution) ha aperto tante porte ad aspiranti gruppi sleaze rock. Un disco da party selvaggio da cui escono 'Don' t Change That Song', la viziosa 'Bathroom Wall', 'Cathouse', 'Babylon'.
Tra i momenti più partecipati e commoventi certamente la ballad 'House Of Pain', la sempre bella e stradaiola 'Nonstop To Nowhere' (da Whipped!) e 'Where There's A Whip There's A Way' ex 'Poison Ivy' da Wake Me When It's Over.
Immancabili anche le cover di Carly Simon ('You're So Vain'), 'Pirate Love' degli Heartbreakers e 'Shut Up and Fuck' ( di Betty Blowtorch)
Nel finale tutti sul palco: è la penultima data del tour europeo e poi con Lorraine Lewis che con i suoi Femme Fatale aveva aperto la serata (è pure il suo compleanno e si fa festa con una torta) e con i Blacklist Union di Tony West, compagno della Lewis. Durante la serata i due in coppia hanno dato vita a un duetto sulle note di 'Jackson' di Johnny Cash e June Carter., trasformata in una adrenalica cowpunk song.
Serata di rock'n'roll alla vecchia anche se una volta fuori dal locale non c'era il Sunset Strip hollywoodiano ad aspettarci ma solo i tanti capannoni della zona industriale dell'hinterland milanese. È bastato chiudere gli occhi per pochi secondi con Bathroom Wall che batteva ancora forte in testa per crederci.















































