domenica 15 marzo 2026

SHAWN JAMES live@Spazio 211, Torino, 12 Marzo 2026

 


La prova che al giorno d'oggi esistono infinite vie per rendere virale e famoso un'artista mentre tu sei fermo alla copertina di un disco? Si presenta quando aspettando l'inizio del concerto di Shawn James allo Spazio 211, una coppia francese mi bussa alla spalla e mi chiede in inglese:

"l'hai conosciuto con The Last of Us Part II ?"

Scusate? 

"Il gioco!" mi dicono. 

Oh no, rispondo. Non conosco quel gioco. Non conosco nessun videogioco. Non mi piacciono più i videogiochi dal lontano 1992. Vaglielo a spiegare che lo conobbi una decina di anni fa alla vecchia maniera scrivendo del suo disco On The Shoulders of Giants nel mio blog e che ai tempi fui attirato dal suo faccione in copertina e mi incuriosì. Ecco spiegato perché fuori dal locale in coda c'erano così tanti ragazzi di giovane età e il locale era pieno. Poi scopro che la sua canzone più famosa è proprio quella 'Thtough The Valley' presente nel videogioco. Shawn James è un ragazzone di trent'anni con una pazzesca e naturale forza interpretativa, una voce incredibile, profonda, baritonale, svezzata con i cori gospel delle chiese frequentate in giovane età nella periferia Sud di Chicago dove abitava prima del trasferimento in Arkansas. Diventatata adulta ascoltando Howlin’ Wolf, Robert Johnson e Otis Redding e poi il rock alternativo degli anni novanta, poi ancora tramutata in un folk soul con testi profondi tra peccato e redenzione. 

Non è uno che si risparmia Shawn James: due ore tiratissime di concerto con la sua affiatata band composta dal batterista Rob Kennedy, dalla brava e composta polistrumentista Caoimhe Hopkinson (chitarra, tastiere, violino), dal contrabbassista e chitarrista Zack Sawyer  e soprattutto dall'istrionico violista elettrico Sage Cornelius, vero mattatore sopra e sotto il palco (numerose le sue calate tra il pubblico) con la sua attitudine metallara tradita dalla sua voce da screamer e dall'ossesivo headbanging. I lunghi capelli gli permettono coreografie niente male. 

Un pubblico fedele e partecipe ha accompagnato Shawn James in ogni canzone che si trattasse dei momenti più intimi come l'esecuzione di 'Muerte Mi Amor', di una 'Eating Like Kings' eseguita insieme al suo autore Gravedancer che ha aperto il concerto con un breve set in solitaria o nell'infuocato finale dove il folk soul tutto americano si è incendiato diventando hard ('No Blood From A Stone).

Tra storie di vita raccontate con sincerità e complicità come farebbe un vecchio amico al bar, una cover di 'Like A Stone' degli Audioslave con il violinista Cornelius che riproduce fedelmente il solo di chitarra di Tom Morello, un invito ben accolto di Shawn James a mandare un bel "fuck you" a Donald Trump dopo averci detto quanto sia "imbarazzante essere americani" in questi tempi scuri, scorrono le sue canzoni The Thief And The Moon, Burn The Witch, I Want More, Midnight Dove, Crossroads.

Shawn James vive la musica sulla propria pelle, pure in modo assolutamente indipendente, si percepisce dall'intensità e l'onestà che ci mette sia quando racconta la propria vulnerabilità nei momenti più intimi del suo songwriting oscuro sia quando, soprattutto nel finale, si cala nella parte del rocker energico e selvaggio. Una bella serata pensata e decisa all'ultimo minuto. Spesso sono le migliori.




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