domenica 8 marzo 2026

ANGELA BARALDI live@GPG, Torino, 6 Marzo 2026

 



Dopo una settimana di Sanremo subita quasi passivamente, e quella successiva di sole parole per esaltare o distruggere la settimena precedente, subita passivamente pure questa - potere dei social babie! - non vedevo l'ora di vedere rappresentate su un palco live le canzoni che compongono il mio disco italiano preferito del 2025: 3021 di Angela Baraldi. Quella di Torino è l'ultima data di questo tour e Angela, che effettivamente a Sanremo vi partecipò pure nel lontano 1993 con 'A Piedi Nudi' (presente nella scaletta della serata), sembra rappresentare bene tutto ciò che a Sanremo non si vede e sente più da qualche anno. Basterebbe quel semplice: "testi e musica di Angela Baraldi" a sostituire elenchi lunghi come formazoni di calcio che imperversano ultimamente nelle canzoni pop italiane alla voce autori.

Cantautrice dalla spiccata personalità con 3021 ha realizzato un disco intimo, breve ma avvolgente. Quasi antico. Ipnotico. Costruito su otto canzoni essenziali, dal taglio rock , che racchiudono un po' tutta la sua carriera: c'è il suo padre putativo Lucio Dalla dentro a 'Cosmonauti' e sua madre a cui è dedicata 'Saturno', un breve volo sopra alla stagione glam. Ci sono la speranza per un futuro dove ci si potrà innamorare ancora nonostante tutto ('3021') e l'umanità, le vicinanze e le distanze in canzoni come 'La Vestizione' e 'Cuore Elettrico',

Canzoni che hanno rappresentato l'ossatura del concerto contornate però da alcune gemme pescate dal passato. 

La Baraldi tiene il palco con magneticità, s'inginocchia, danza come una sciamana e rimane in bilico su una gamba mentre canta . Prende ciò che le grandi cantautrici hanno insegnato in sessant'anni di storia rock'n'roll e lo unisce alla italianità. Una mosca bianca all'interno del cantautorato rock femminile made in Italy da preservare con cura, forte di esperienze segnanti nella musica come quella che la vide collaborare con gli ex CSI Massimo Zamboni, Gianni Maroccolo e Giorgio Canali e nella recitazione come attrice.

Oggi ad aiutarla sul palco sua band: il mancino Federico Fantuz alla chitarra (coautore di alcuni degli ultimi pezzi), Giovanni Fruzzetti al basso e al synth e Daniele Buffoni alla batteria.

Passano così  'Sono Felice', canzone di un allora giovanissimo Macromeo ritrovata nei cassetti di quest'ultimo che mai la incise, 'Hollywood Babylonia' con le storie maledette di tre attori della vecchia Hollywood, lo stomp blues 'Josephine' dedicata a Joséphine Baker artista e attivista afroamericana che si stabili a Parigi, il lento e notturno blues di 'Michimaus', una 'Tutti A Casa' per non dimenticare Federico Aldrovandi e la sua triste storia fino alla finale 'Mi Vuoi Bene O No?', suo primo grande successo, privata della parte funky per essere contornata da sfumature jazz. 

Eravamo davvero in pochi dentro alla sala del CPG (un centro polivalente veramente ottimo), tanto che lei ci scherza su mettendosi in posa davanti alle però tante macchine fotografiche Reflex presenti ("non mi era mai capitato di avere più fotografi che pubblico"). "Pochi ma buoni" come dice. E in TV non c'era neppure Sanremo a distrarre. Dove eravate?





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