ZAN/CODY Beautiful'n Damned (Frontiers Records, 2026)
un ritorno segnante
Ricordo ancora molto bene quando ascoltai gli Shotgun Messiah per la prima volta. In quei primi anni novanta non avevo ancora abbandonato il bel vizio imparato negli anni ottanta di registrare su musicassetta le canzoni che uscivano dalla radio. Era un modo per autoguidarmi all'acquisto di nuovi dischi: selezionavo, imparavo le canzoni a memoria perchè all'epoca sbagliare un acquisto voleva dire aspettare settimane prima di acquistare qualcos'altro. La trasmissione era Rock The Nation su Radio Dejay (se non sbaglio condotta da Nikki), la canzone 'Heartbreak Blvd' dei Shotgun Messiah che in quel 1991 erano appena usciti con il loro secondo album Second Coming. Nati in Svezia si trasferirono a Hollywood dove registrarono il primo album nel 1989. Una delle migliori sleaze band europee che però al terzo disco sorprese un po' tutti cambiando direzione musicale, Violent New Breed faceva l'occhiolino all'industrial metal imperante, siamo nel 1993, pur essendo un gran disco i fan non gradirono troppo e la storia della band giunse a prematura conclusione.
Ora a più di trent'anni di distanza, i due fondatori della band Zinny Zan (voce) e Harry Cody (chitarra) si sono riuniti, hanno abbandonato il vecchio nome ma hanno raccolto tutte le vecchie influenze di quegli anni, l'hanno trasportate al giorno d'oggi con una produzione potente e cristallina e l'esplicita 'I Am The Shit' raccoglie in quattro minuti tutto questo. Un manifesto rock'n'roll e di vita, il loro manifesto, che parte dallo street rock dei Shotgun Messiah passa nel tunnel scuro dell' industrial e arriva ai giorni nostri.
Ed un continuo alternarsi di umori e stili legati alla loro storia: la modernità (la pesante apertura 'Sever', l'hard metal di 'Ride Or Die'), la drammaticità dell'atmosferica 'Suffer City', sicuramente tra i picchi del disco con il bel assolo finale di Cody e che mi ha ricordato i Saigon Kick di Water. L' omaggio dichiarato a David Bowie con 'Let's Be Heroes (a hommage to David Bowie)', una 'She Walks With Violence' che si carica di lenta tensione fino al tagliente assolo.
'DAMN' è puro pop hard’n’roll che riporta alla mente il miglior Billy Idol degli anni ottanta, 'Beautiful 'n Damned' lascia dietro una scia il suo retrogusto new Wave, mentre 'Bad Bad Man' è uno straniante blues affogato nel gospel più scuro. Il disco si conclude come fosse quel lontano 1989: 'Tear It All Down' è una tirata sleaze rock'n'roll melodica il giusto con chitarre in prima linea e chorus ficcante. Ci fossero ancora le capigliature dell'epoca non mancherebbe nulla.
A dar man forte al duo ci sono: Bjorn Hoglund (batteria), Nalle Pahlsson (basso), Chris Laney (chitarre, tastiere) e Kara Killen (cori), più il sostegno discografico della nostrana Frontiers Records.
La concludione a Zinny Zan che in una recente intervista ha ben inquadrato l'album:"direi che è un album hard rock dal suono moderno, capace di passare da anthem veloci a passaggi più ruvidi e blues, attraversando tutto ciò che sta nel mezzo. È un po’ come la vita: un insieme di tante sfumature, tutte distillate nel mix Zan/Cody".
A questo punto vista il buon risultato, ci si può aspettare un seguito almeno a questi livelli. Per ora il mio disco hard rock’n’roll dell'anno.


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