martedì 8 settembre 2026

MARTIN BARRE Band live@VerunoProgFestival, 5 Settembre 2026


Che i rapporti tra Martin Barre e Ian Anderson non siano idilliaci lo sappiamo ma Barre non manca di sottolinearlo dopo aver suonato 'Serenade To A Cuckoo' con l'odiato/amato flauto . Quando posa il flauto finge di spezzarlo in due con il ginocchio. "Fottuti flauti!". 

È solo una piccola parentesi perchè ieri sera è stata la sua chitarra (come diversamente?) la gran protagonista in un repertorio che parte dalle sue 'Back To Steel' e 'Moment Of Madness' va fino alla lontana 'A Song For Jeffrey', passa da 'Wind Up' (lasciata nel finale), 'Teacher', 'Minstrell In The Gallery', 'Hunting Girl' e 'To Cry You A Song', omaggia i Beatles con 'Eleanor Rigby', ("un linguaggio universale"), trovando l'apice in 'Aqualung' (e le sue canzoni: 'Cross-Eyed Mary',  'My God', 'Locomotive Breath', 'Hymn 43') con quel riff alla Tony Iommi che avrebbe fatto comodo pure ai Black Sabbath dell'epoca. 


Alla soglia degli ottant'anni Barre sembra ancora divertirsi un mondo con canzoni ormai immortali, senza metterla troppo sul serio, circondandosi di giovani musicisti (basso e batteria) e avendo trovato, da tempo, un compagno niente male. Una nota di merito la merita quindi Dan Crisp, seconda chitarra e voce che al giorno d'oggi con un Ian Anderson, vocalmente ai minimi storici, si prende la scena tenendo il palco in maniera impeccabile. Forse di prog in questa bella serata in un festival quasi perfetto se n'è sentito poco perchè la parte hard blues dei Jethro Tull ha sovrastato tutto, come quella volta, nel 1988, quando scipparono ai Metallica il Grammy come miglior performance rock/heavy con le canzoni di Crest Of A Knave (rappresentato da 'Steel Monkey').