sabato 31 ottobre 2026

RECENSIONE: TYGERS OF PAN TANG (Electrifyed)

TYGERS OF PAN TANG  
Electrifyed (Mighty Music, 2026) 





avanti tutta!


 La vita media di una tigre si aggira intorno ai quindici anni. Poi ci sono le piacevoli eccezioni. 
I Tygers Of Pan Tang da cinquant'anni dispensano musica pesante condita da melodia e sembrano non aver voglia di mollare la presa, anzi, ad ogni album alzano l'asticella. È successo nuovamente dopo l'ultimo straordinario Bloodlines uscito tre anni fa: Electrifyed sembra perfino recuperare quel suono grezzo e diretto degli albori (punto di riferimento Wild Cat del 1980) pronto e buono per un set live, quando insieme ad una nutrita e varia masnada di band erano ambasciatori di un movimento musicale che ancora oggi vive in gran parte di quei gruppi vivi e vegeti. Segno di quanto la NWOBHM abbia segnato la musica pesante. 
 Guidati dalla chitarra del veterano Robb Weir, vero e proprio dispensatore di riff, bisogna dare atto che l'entrata in formazione del "nostro" Iacopo Meille alla voce dal 2008 ha fatto letteralmente rinascere la band in una seconda parte di carriera (una seconda giovinezza) uguale ma differente dalla gloriosa prima segnata da dischi entrati di diritto nell'enciclopedia del metallo come Wild Cat, Spellbound, Crazy Nights ma anche Wild Cat e The Cage meritano di essere rivalutati. Insieme a Craig Ellis (batteria dal 2000) e Huw Holding (basso) da questo album c'è l'entrata del nuovo chitarrista John Foottit (al posto di Francesco Marras) i Tygers Of Pan Tang dell'iniziale Rise Up!, quasi una chiamata alle armi per minuti non mollano un colpo al suon di un hard rock grintoso con punte metal dove a vincere sono le canzoni, questa volta dal tono più dark del solito, quasi in simbiosi con questi tempi cupi ma anche segnate da vicende personali segnanti. 
Sì perché come ho già detto per il nuovo disco di Tony Iommi, alla fine sono le canzoni che contano e qui ce ne sono dieci, tutte ottime da Forevermore (con il suo intermezzo psichedelico e l'omaggio e i ricordi di Meille per il padre scomparso da poco), passando per l'old school The Powers That Be, l'hard rock di Dark Divinity, la rutilante title track, l'oscura e cadenzata The Fight Goes On fino alla finale Revenge Is Sweet che sembra scavare indietro nel tempo fino a giungere ai primisdimi giorni della band. 
 I Tigers Of Pan Tang sono uno di quei rari casi di band che pur guardando indietro alla loro storia con il giusto rispetto sono stati in grado di costruirsi un presente degno, stimolante e pure in continua evoluzione.




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