JIM JONES ALL STARS Cat Fight (Silver Artow, 2026)
disco caldo per notti calde
Lo tengo lì nel taschino, pronto da sfoderare alla prima cantilena che sento mormorare: " il rock’n’roll è morto!". Tiro fuori quel concerto di tre anni fa quando Jim Jones con la sua masnada di brutti ceffi salirono sopra al piccolo palco del Blah Blah di Torino per dare una carica di adrenalina buona per una settimana intera. Voi miscredenti salite sul palco e ripetete loro quel che andate blaterando a scadenza mensile se avete il coraggio. Lo so su disco non è sempre facile ripetere le lezioni impartite live ma Jim Jones ci prova ugualmente: i risultati sono buoni tendenti al buonissimo. Questo secondo disco uscito sotto il monicker Jim Jones All Stars (dopo Thee Hypnotics , Black Moses , The Jim Jones Revue o Jim Jones & The Righteous Mind) si avvale della produzione di Chris Robinson (Black Crowes), anche presente in alcune tracce e di altri due ospiti come Chuck Prophet e Gloria Jones (l'ex fidanzata di Marc Bolan fino alla morte di quest'ultimo) . La ricetta è quella di sempre: garage rock'n'roll che si accoppia felicemente con il soul, nuotando tra le acque che bagnano New Orleans. Dove non arrivano le chitarre arrivano i fiati e viceversa. Difficile stare immobili davanti all'apertura blues Make It Rain ("a Robinson piace molto Make It Rain ', la prima traccia. Allora gli ho chiesto perché non ci cantasse un po', perché volevo una canzone con due voci, come Drive My Car dei Beatles , e... Beh, non è venuta fuori per niente così.”) fino alla finale Let U Go dove Little Richard e Screamin' Jay Hawkins paiono stringersi la mano, passando dal funky di Exiled, il doo woop di I'm On Fire, il garage di Goin Higher, una Luvu dedicata a David Johansen e una Bekolah messa a metà album per tirar il fiato.
Per ora il mio disco rock’n’roll dell'anno, vizioso, sensuale, carismatico, però santo cielo e per tutti gli dei del rock'n'roll come si fa a far uscire ( per la Silver Arrow dei Black Crowes) un disco del genere in una confezione fisica (parlo del CD) degna della peggior demo in circolazione, per altro pure di difficile reperibilità. Forse varrà il detto: le cose belle vanno conquistate. Fatelo comunque vostro in qualche maniera.


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