" Sono autistico e ne sono fiero"
Mettere in piedi un evento musicale da 12000 spettatori a Biella, in centro città, non è cosa facile. Forse unica. Cose rare a queste latitudini di valli spesso chiuse e gelose dei propri averi. Nelle ultime settimane chi è del posto ha vissuto da vicino le polemiche montate intorno all'evento. Anche molto ragionevoli di questi tempi (chi sa,sa). Ma alla fine tutto è riuscito bene anche se non benissimo, purtroppo (in coda il perché).
Cosa è andato bene? Le 12.000 presenze parlano chiaro e tutte le associazioni che si occupano di disabilità e autismo che si sono impegnate nella gestione dell'evento hanno vinto e stravinto.
Non vedevo un concerto di Elio E Le Storie Tese da almeno quindici anni dopo aver passato gli anni novanta e primi duemila in loro compagnia spesso e sovente. Per me un ritorno ad anni indimenticabili: quelli di oggetti come le cassette passate di mano in mano con le registrazioni di quei primi dischi. Qualche bella chicca come Ocio Ocio, La Visione, Burattino Senza Fichi a far compagnia alle immancabili Il Vitello dai Piedi Di Balsa, Carro, Supergiovane, Cateto. E pure a qualche illustre assenza. 31 canzoni in scaletta e tre ore di concerto con il culmine raggiunto dell'ospitata di Tony Hadley che da novello crooner con esperienza si è cimentato in Suspicious Minds (versione Elvis), Bridge Over Troubled Water (Simon & Garfunkel) e la sua Gold con un Mangoni di "silver" vestito a ballare e disturbare. "The Architect" lo apostrofa Tony. Fotografia da portarsi a casa? Tony Hadley tanto impeccabilmente vestito durante la sua performance (bicchierini d'alcol compresi) quanto sciallato in bermuda e ciabatte a fine concerto per la foto di rito. Altri ospiti: Valerio Lundini voce in Cassonetto Differenziato e Tony Pytoni in Shpalman.
"Sono autistico e ne sono fiero" ha gridato a tutti Dante (a suo modo un personaggio) il figlio di Elio che poi si è unito ai cori e al finale a tutta dance con Discomusic, Born To Be Abramo (con Mangoni a fare il trenino tra il pubblico) e all'immancabile "Forza Panino" di Tapparella nell'unico bis. A mezzanotte invece di scattare il "gioco della bottiglia" , scatta il coprifuoco imposto.
Dopo l'ultima nota, l'occhio umido ci sta per i ringraziamenti di rito e l'omaggio allo storico fonico che dopo trent'anni è arrivato al suo ultimo concerto con Elio. Il colmo? Quando parla per ringraziare il suo microfono non funziona. "Eh per forza ha lasciato la sua postazione!" dice Elio.
Gargaroz e Parco Sempione i miei highlights della serata mentre il siparietto di Vittorio Cosma su La Visione è stato il momento più esilarante e partecipato. Del complessino cosa dire? Suoni e musicisti perfetti che tante presunte big star internazionali si sognano. I mai banali soli di batteria di Christian Meyer per l'occasione con i suoi due "badanti", il funambolismo di Faso, l'inappuntabile chitarra di Cesareo, la seria compostezza di Jantoman, la sempre brava Paola Folli.
Dicevamo, cosa è andato storto? Accontentare 12.000 persone non è cosa facile e stasera ne è stata la prova: le code interminabili per accappararsi lo scontrino sono uguali a quelle per accappararsi cibo e bevande. Risultato: io ho rinunciato a bere per quattro ore ma qualcuno per una bottiglietta d'acqua ha passato quasi due ore in quelle code perdendosi parte del concerto. I gradi si aggiravano sulla quarantina e la croce rossa sembra abbia avuto il proprio da fare. L' acqua con queste temperature è fondamentale ed è stata le vera assente o un'oasi per molti irraggiungibile.
"Tra il dire e il fare c'è di mezzo e il". Stasera forse è mancato quel "il".


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