
Il piccolo Nils, l'ultimo entrato nella E Street Band, 27 anni fa,(escludendo il tastierista Charlie Giordano e la violinista Soozie Tyrell ), d'ora in avanti, ne siamo certi, si ritaglierà un posto maggiore alla destra del grande capo(il tour estivo di Springsteen è alle porte). Tutto, suo malgrado. Lui avrebbe continuato volentieri a stare sotto l'ombra del gigante Clarence, fare le sue piroette chitarristiche e proseguire il suo prezioso lavoro di gregario con gli occhi vispi di Federici puntati addosso. Il destino purtroppo non avvisa e in poco tempo riesce a cambiare le carte in tavola, a suo piacimento e poco si può fare se non continuare a portare avanti lo show e fare quello per cui si è nati.
Old School, anche se idealmente nato e progettato prima della scomparsa di Clemons, nel titolo nasconde una piccola dedica a quella vecchia scuola che traina ancora il rock'n'roll, di cui il sassofonista e il tastierista erano buona immagine.
Lofgren vanta una carriera strabiliante all'ombra dei grandi, contribuendo alla fortuna di due delle più grandi rock band americane: i primi Crazy Horse(esperienza breve) e la seconda incarnazione della E Street Band, quella che iniziò a frequentare i grandi stadi. Carriera iniziata appena diciasettenne come pianista e chitarrista di Neil Young e lasciando i suoi contributi sugli imperdibili After the Goldrush(1970) e Tonight's the Night(1975) e sul trascurabile Trans(1982).
Entrato quasi per caso, è in pianta stabile nella E Street Band dal 1984. Non ne è più uscito, ed ora, ne è un senatore tanto quanto i "vecchi" Van Zandt, Tallent, Bittan e Weinberg.
La carriera di Lofgren è anche piena di tanti dischi solisti, spesso passati inosservati. Non so il perchè, ma credo che questo avrà il giusto palcoscenico che si merita. L'ondata emotiva purtroppo ne è complice. Ma Danny e Clarence ne sarebbero contenti, soprattutto perchè è un bel disco, sentito.
Old School presenta tutto il range musicale del sessantenne Lofgren, recentemente, anche lui alle prese con problemi di salute fisica. Una voce non strabiliante ma profonda e credibile(quella che solo i chitarristi possiedono, tra Richards e Wood, ma molto meglio), le sue chitarre acustiche ed elettriche suonano alla grande e il livello di songwritings delle canzoni si attesta su livelli più che eccellenti, andando ad esplorare più territori (particolare, è certamente la riuscita Dream Big, tra fiati e beat elettronici) con un suono molto vero e live, anche se a conti fatti le ballads trionfano. Anni al fianco di mostri come Young e Springsteen si fanno pesare in positivo.
Omaggio al tempo andato e a quello che verrà: Old School tra Rock'n'roll e Jersey Sound. I fiati soul di Greg Varlotta interagiscono con le chitarre e le voci di Nils e dell'ospite Lou Gramm, vocalist dei Foreigner; 60 is the new 18 è un attestato di vitalità e non resa su un tambureggiante garage rock; Miss you Ray è la ballad omaggio a Ray Charles che può tramutarsi in omaggio agli amici Danny e Clarence, siamo sui territori dello Springsteen post 11 Settembre.

Love Stumbles On, il rock teso e chitarristico di Ain't too many Of Us Left con la voce soul di Sam Moore; il bel blues Amy Joan Blues, con le slide e con il sempre giovanile(anche Lofgren comunque non scherza) ex Free, Paul Rodgers a duettare, sono il lato più rock del disco.
L'altro lato si presenta più meditativo e riflessivo. Irish Angel è una delicata canzone scritta dal songwriter Bruce McCabe, When you're Mine è una ballad springsteeniana fino al midollo così come Just Because you love me , sentita dedica alla bella compagna Amy , con un suono che ci riporta ai tempi di Born In the USA.
A chiudere il chitarrismo sognante da grandi spazi di Why Me, questa sulla scia di Young, degna chiusura di un disco piacevole e superiore alle mie aspettative.
Ora lo aspettiamo, lì alla destra di Bruce, attendendo le sue giravolte con una grande ombra e i vispi occhi che lo seguono ancora. Stavolta da un posto molto speciale e privilegiato, lassù.