lunedì 5 settembre 2016

RECENSIONE: WHISKEY MYERS (Mud)

WHISKEY MYERS  Mud   (2016)
☆☆☆☆





Dopo aver ascoltato l’ultimo, buono, dei Blackberry Smoke (in uscita a Ottobre), in mezzo il meno buono dei Cadillac Three (delusione), arriva anche MUD, quarto disco per la band di Palestine, Texas. Mi viene inevitabile il confronto tra le due band che in questi ultimi anni stanno tenendo in alto la bandiera del southern rock americano. A grande sorpresa devo constatare che i WHISKEY MYERS fanno un grande passo in avanti in virtù di un gran cantante con i controcoglioni come Cody Cannon (quello che manca ai Blackberry Smoke, secondo me) che consente loro maggior versatilità nel songwriting e varietà nelle soluzioni musicali. Prodotto in modo perfetto da Dave Cobb, un’altra sicurezza già dietro a Chris Stapleton e Jason Isbell, a colpire oltre ad un immancabile inno sudista (‘Deep Down In The South’) e alle tracce più marcatamente rock ed elettriche come l’epica avanzata della title track e di ‘Frogman’ scritta insieme a Rich Robinson (Black Crowes), sono l’uso di un violino nell’infuocata apertura ‘On The River’, dei fiati che spuntano in ‘Lightning Bugs And Rain’, dei cori femminili presenti in abbondanza (nel soul ‘Some Of Your Love’) , del rispetto verso il passato nell’omaggio ‘Hank’ (sì, Hank Williams), del pianoforte che conduce la bella ballata con finale elettrico ‘Stone’, delle atmosfere folk (‘Trailer We Call Home’) e bluegrass della finale, corale e alticcia ‘Good Ole Days’. Dal fango emergono buone cose. Un piccolo manuale di southern rock, senza virgole fuori posto, che potrà dare molte soddisfazioni alla band e ideale conferma dopo il precedente EARLY MORNING SHAKES (2014) che già diede parecchie soddisfazioni.



RECENSIONE: WHISKEY MYERS-Early Morning Shakes (2014)
RECENSIONE: BLACKBERRY SMOKE-Like An Arrow (2016)
RECENSIONE: CHRIS ROBINSON BROTHERHOOD- Anyway You Love, We Know You Feel (2016)



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