lunedì 27 febbraio 2012

RECENSIONE: BRUCE SPRINGSTEEN ( Wrecking Ball )

BRUCE SPRINGSTEEN Wrecking Ball ( Sony Records, 2012)


"Dio aiuti Springsteen nel giorno in cui qualcuno deciderà che non è più lui il dio del rock'n'roll. Non l'ho mai visto suonare non sono uno spettatore che segue le mode ma ho sentito dire un gran bene di lui. Oggi che parla di fughe, di automobili e di corse dietro alle ragazze ha tutti i fan ai suoi piedi. E' ciò che vogliono da lui adesso. Ma quando si ritroverà più vecchio a fronteggiare il suo successo, sarà più dura." John Lennon


John Lennon per una volta fu cattivo profeta e per un paio di anni, suo malgrado, si perse Nebraska, il disco da cui Springsteen iniziò a prendersi in mano il futuro sociale del suo paese, raccontando le ferite della sua America dentro alle storie disperate dei suoi uomini qualunque. Ma all'ex Beatles questo possiamo perdonarlo. In più, per ora, nessuno si è accollato il gravoso compito di decidere se Springsteen è o non è più il dio del rock'n'roll. Il sold out annunciato delle prossime tappe del tour italiano, però, parlano chiaro.
Le probabilità di rimanere soddisfatti al cento per cento di un disco di Springsteen da qui agli ultimi vent'anni è un po' come chiedere ad un fan dello stesso quale sia il proprio disco preferito e sentirsi rispondere con il titolo di un album post 1984. Può succedere ma raramente: troppe aspettative, troppi proclami e sinceramente, troppi dischi inarrivabili nei suoi primi venti anni di carriera. Forse solamente The Rising e We Shall Overcome -The Seeger Sessions potrebbero rientrare in graduatoria. Proprio da questi due ultimi dischi sembra ripartire Wrecking Ball. Dal primo riprende l'uniformità delle liriche a tema e, purtroppo, certi suoni artefatti e fastidiosi; dal secondo l'idea di quel irish/folk combattente, corale ed impegnato che già aveva sperimentato di suo pugno con la composizione di American Land (...guarda caso, presente nella deluxe edition di Wrecking Ball, insieme alla bella ed oscura Swallowed Up (In the Belly of the Whale)), tanto da diventare la sigla di chiusura degli ultimi tour. Io, un disco completo e autografo sulla scia delle Seeger Sessions prima o poi me lo sarei aspettato. Ma dovrò ancora attendere, perchè Wrecking Ball, aveva tutti i numeri per esserlo, ma lo è a metà.
Musicalmente vuole essere troppe cose, senza esserne nemmeno una. Prendiamo una canzone a caso: l'evangelica Rocky Ground. Parte con dei loop elettronici a metronomo (dal successo di Streets Of Philadelphia, Springsteen li inserisce spesso e volentieri e non si sa bene il perchè) e finisce come una canzone Hip Hop con l'aggiunta di un coro black e gospel (molto presenti su tutto il disco) che francamente delude e poco convince nell'insieme. Perchè rovinare Easy Money, This Depression, l'irish march della bella Death To My Hometown con quella percussioni pompate che già davano fastidio e sembravano superate ai tempi di Born In The USA?La E Street Band svolge un ruolo molto marginale, superata dagli strumentisti della Seeger Sessions Band(violini e strumenti a fiato in gran quantità). Il muro di suono abbattutto dalla palla distruttrice. Le chitarre elettriche sono poche e quando si sentono sono quelle dell'ospite Tom Morello nel finale di Jack Of All Trades ed in This Depression, però, pure loro svolgono un compito assai modesto, tanto da distinguersi con difficoltà, così lontane dai caratteristici e funanbolici effetti a cui Morello ci ha abituato fin dai suoi esordi con i Lock Up per non parlare dei suoi seguenti e più fortunati gruppi dove il suo stile diventerà un marchio di fabbrica.
Tanti fiati a sopperire l'assenza di big Clarence: da quelle trombe nella finale We are Live che ricordano tanto la Ring Of Fire di Cash, a quelle della title track o della splendida Jack Of All trades, ballata in crescendo vecchio stampo e tra le cose migliori insieme a You've Got It.
Il primo singolo We Take Care Of Our Own svolge il compito che svolsero singoli come Human Touch o Radio Nowhere, senza infamia e senza lode, canzoni totalmente spiazzanti che nulla hanno a che fare con il resto del disco.
Insomma sì, Rick Rubin, io ci aggiungo Ry Cooder, avrebbero reso questo disco un capolavoro. Lo dicono tutti. Lo dico anch'io. Con buona pace delle idee innovative(?) del produttore Ron Aniello. Per chi voglia approfondire le tematiche: la bella recensione del maestro Paolo Vites.Se musicalmente mi ha parzialmente deluso, i testi sono quanto di più coeso, duro ed ispirato scritto da Springsteen dai tempi di The Rising, creando un' asincronia tra musica e testi che dopo aver visto, recentemente, Bruce cantare sul palco e su disco in compagnia di gruppi rock come Gaslight Anthem e Dropkick Murphys, non mi aspettavo. Dai roboanti proclami mi attendevo un disco tagliente e spigoloso, anche strumentalmente.

Momentaneamente abbandonato l'impegno e il lavoro per costruire il grande sogno che animava il precedente Working for a Dream -forse non si è avuto nemmeno il tempo necessario per iniziarlo quel lavoro- che la nuova scure della recessione è piombata tagliando il mondo in due.
Come fatto da Ry Cooder (ancora lui) con il suo recente e bellissimo Pull Up Some Dust and Sit Down ( disco splendido e perfetto) e dallo stesso Tom Morello in World Wide Rebel Songs, anche il grande cuore di Springsteen non poteva sottrarsi e nascondersi nel nulla. Bisogna darne atto. Ecco quindi che il motto "distruggere per ricostruire" diventa anima e modus operandi del disco. Il giovane degli anni settanta che si alzava ogni mattina per l'ennesima e noiosa giornata lavorativa, quello che passava il tempo libero gareggiando in automobile giù in città e trovava anche il tempo per sognare la terra promessa, ora impugna una pistola Smith & Wesson 38 e si aggira per le vie in cerca di soldi facili (Easy Money), perchè ora si muore anche senza essere colpiti da bombe, fucili e cannoni, ma standosene comodamente stesi sul divano di casa nella propria città (Death to my Hometown).
Se scappi alla morte, in qualche modo ti viene a cercare nella maniera più subdola e meno dignitosa. Quella vecchia ragione per vivere che si trovava al calar del sole, dov'è finita? Affogata nella depressione economica ma con ancora un appiglio nel cuore e nell'amore che esce da You've Got It, con quel mood desertico che riporta al disco più sottovalutato di Springsteen, Lucky Town (che errore, all'epoca, farlo uscire insieme a Human Touch).
Poi, ci sono le già conosciute Wrecking Ball, rivestita di Irish folk e Land of Hope and Dreams, messa lì per ricordare il fratellone Clemons che ci regala il suo ultimo assolo terreno.
Meglio del suo predecessore Working on a Dream ma con il rimpianto del capolavoro mancato.
Ora sarà interessante vederlo riproposto dal vivo e visto la composizione della nuova band che lo accompagnerà nel prossimo tour insieme alla fida E Street Band, canzoni come Shackled and Drawn, Easy Money e Death to My Hometown potrebbero diventare travolgenti. Come sempre si ritorna ai live e lì il dio del rock'n'roll è sempre lui. Con buona pace del povero Lennon.

RECENSIONE/REPORT live: BRUCE SPRINGSTEEN live-SAN SIRO, Milano 7 Giugno 2012




RECENSIONE/REPORT live: BRUCE SPRINGSTEEN live-Stadio Euganeo, Padova 31 Maggio 2013 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

15 commenti:

  1. recensione perfetta, dal mio punto di vista. la più approfondita e la più onesta che ho letto fino ad ora

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  2. Grazie Paolo...troppo buono...Ho appena sentito "We Take Care Of Our Own" dal vivo...è decisamente un'altra cosa!!! Ripeto... questo disco è un piccolo gioiello mancato.

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  3. Mi unisco a quanto detto da Paolo Vites, ovvero la recensione più onesta, giusta e coerente che ho letto. Ho già ascoltato per intero (più volte) Wrecking Ball ma in tutta sincerità non riesco a farmelo piacere in toto. Purtroppo il "nostro" Boss non riesce più a farmi battere il cuore come un tempo: ho tutti i suoi dischi ma concordo con chi ha già detto che il suo ultimo migliore è ancora "The Rising" dopo di che non ne è uscito più uno alla sua altezza (Seeger Sessions a parte). Capisco che anch'io sto invecchiando e "mostri sacri" come Born to Run, Darkness, The River sono irripetibili e con il passare degli anni il mio amore verso il Boss si è affievolito, ma personalmente dischi come Magic e Working on a Dream non hanno resistito più di tanto nel mio lettore cd e credo che anche questo Wrecking Ball avrà stessa sorte. Gioiello mancato? Sicuramente. Finchè il nostro continuerà ad affidarsi alle produzioni di Ron Aniello e/o Brendam O'Brien non credo avremo grossi miglioramenti; certo con Rick Rubin, Ry Cooder e T-Bone Burnett sarebbe tutt'altra musica!

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  4. Antonio Marcutti6 marzo 2012 10:07

    Sinceramente a me sto disco non dice nulla, una delusione totale, solo che del Boss non BISOGNA MAI PARLARE MALE. E' ora di finirla con pregiudizi scorretti. E' un disco molto mediocre, come gli ultimi che ha fatto. Dal vivo sarà forte, ma a livello artistico questo disco non accende. Poi il singolo è a dir poco vergognoso, sembra bandiera gialla.

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  5. Il Boss è finito.Deludente

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  6. L'ho riascoltato quattro, cinque, sei volte una dietro l'altra, niente da fare e non sono un novellino in musica, non mi piace, se avesse registrato questo disco un'altro artista meno famoso di Bruce, nessuno si sarebbe sognato di recensirlo bene o di dargli tono. Un disco davvero mediocre, che da uno come il Boss non dovrebbe partorire, e poi i recensori (non Enzo che è stato abbastanza obiettivo, ma poteva esserlo di piu) non si permetterebbero mai, nascondendo spudoratamente il loro reale giudizio, di parlarne male, perche va di moda che il Boss fa sempre grandi cose, ma non è cosi, da tanto tempo ormai. Disco veramente "inutile"

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  7. SI commettono facilmente errori a giudicare il boss nel bene e nel male. Ormai le recensioni SONO inutili, non i dischi, che la gente non COMPRA PIU. Quindi di cosa parliamo? Bella e giusta la recensione, a me il disco non è dispiaciuto, ma di certo se parlo di Springsteen di sicuro non lo metto nella top Ten. Ma quale artista con una carriera come quella del Boss produce dischi all'altezza del suo stesso blasone? Bob Dylan? I rollino stones??? naaaaaaaa... stiamo... Questa gente fa dischi per avere la possibilità di continuare a fare mega tour e suonare le canzoni di sempre... Ragazzi, la musica è cambiata...non è più come prima..

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  8. antonio marcutti7 marzo 2012 13:06

    Esatto, i Rolling Stones fanno pena da anni, Bob Dylan anche, Van Morrison pure, poi si riformano le grandi bands che sono delle tribute bands di loro stessi (Johnny Winter scandaloso, il cantante degli Who, Deep Purple, Yes, Doors, Thin Lizzy(????), il chitarrista di quello o il cantante di quello e poi fanno concerti a dir poco racapriccianti. E la stampa li supporta con parole quali leggendario, storico, mitico...ma finiamola, abbiamo il coraggio di scrivere la mediocrità di questi prodotti, anche se è il Boss o chi altro. E John Mellecamp lo avete visto???E i Black Crowes? in un'ora e mezza scarsa di concerto suonato senza voglia e solo per i soldi? Io sono stufo di farmi prendere in giro, specie quando hai 54 anni e ha comperato e visto tanta, tanta musica. E ripeto, il disco del Boss non è niente.

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  9. ANTONIO MARCUTTI7 marzo 2012 13:09

    Non andate a vedere concerti dei dinosauri rianimati, avete ascoltato o visto i nuovi Lynyrd Skynyrd? Una tamarrata incredibile e verranno a Vigevano, e come sempre molti di voi si faranno abbindolare dalla promozione e si ascolteranno una tribute band della stessa band. SVEGLIAMOCI!

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  10. Nemmeno a me piace l'ultimo di Bruce Springsteen e da quello che sento non piace a molti

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  11. Ho già ascoltato parecchie volte Wreking Ball e francamente non riesco a farmelo piacere come tanti altri dischi del Nostro. Ha ragione chi dice che l’ultimo bello che ha fatto è stato The Rising! Inoltre in questi giorni ho letto parecchie recensioni a riguardo e tutte parlano molto dell'importanza delle liriche di questo nuovo disco: crisi economica, ingiustizie sociali, difesa delle persone povere, ecc. ecc. Ok. Vorrei però dire una cosa: ma per noi che non siamo di madre lingua inglese e/o con poca padronanza della stessa siamo sicuri che compriamo un disco in base ai testi delle canzoni? Io personalmente ho tantissimi album di artisti inglesi e americani vecchi anche di 40 anni che ho ascoltato per tanto tempo e ascolto ancora con passione e soddisfazione senza minimamente sapere cosa dicono le parole che vengono cantate e credo che il 90% della gente la pensa come me. La stessa cosa vale per Springsteen; quello che colpisce è sempre la musica, il sound che ne scaturisce, il suono delle chitarre, della batteria, delle tastiere, (il sax che, ahimè, non c’è più) della voce e così via. Per noi consumatori di rock è sempre stato così. Non dico, poi, che tutto Wreking Ball sia da buttare; sicuramente il nostro sa sempre circondarsi di ottimi strumentisti (ultimamente non di produttori!). Ci sono un paio di buone ballate e alcuni pezzi che sentiti sul cd dicono poco sono certo che dal vivo faranno scintille. Ma sono le scelte musicali e gli arrangiamenti a volte tronfi che mi lasciano perplesso, per non parlare del rap di Rocky Ground che è assolutamente fuori luogo per uno come Bruce. E poi, scusatemi, dov’è la E-Street Band? Penso, inoltre, che al Boss (per quello che è stato in passato) gli si "perdoni" tutto: potrebbe cimentarsi in qualsiasi genere dal country al jazz, dal blues all’hip-hop con risultati discutibili che sarebbe sempre e comunque incensato come un Re Mida. Lui è sicuramente un Grande: ci ha fatto battere forte il cuore, ci ha fatto venire i brividi sulla schiena, ci ha fatto sognare… Personalmente penso continuerò a comprare i suoi cd anche se secondo me ha ormai perso lo smalto dei tempi migliori: abbiamo il coraggio di ammetterlo! Concludo credendo fermamente che, come ha già detto Antonio, se questo disco lo avesse fatto un qualsiasi John ... o Mark ... o chi altro, sarebbe sicuramente passato inosservato e nessuno si sarebbe sognato di recensirlo. Per favore, diciamoci la verità senza prenderci troppo in giro!

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  12. Giustissime considerazioni, wreckin ball è altamente mediocre, comperato e rivenduto, il boss ha fallito

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  13. E poi credo sia anche ora di finirla con questi inutili come back di dinosauri ormai morti come ad esempio Roger Daltrey e il ritorno di Tommy, ma che credono che la gente sia stupida?(e spesso purtroppo lo è), non si arrendono ad andare in pensione o piu dignitosamente a pubblicare qualcosa di nuovo e di valido senza necessariamente tirare in ballo pacchianate del genere? Ci stanno prendendo tutti per i fondelli, o quasi tutti, e mi fa ridere la stampa che insiste ad aggrapparsi alle parole leggendario, storico, mitico. Dateci un taglio e portateci aria fresca, gli Who sono morti e Roger assieme a loro, a meno che non lo dimostri pubblicando un disco degno del suo nome, altro che Tommy.

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  14. Non so come sia quest'ultimo lavoro del Boss, che ho amato profondamente fino a Nebraska (assieme a Darkness... vetta inarrivabile), con The Ghost of... e The Rising (che non mi fa impazzire tra l'altro) unici altri due episodi della sua lunga carriera ad accendermi dentro. Ma credo che, da almeno una ventina d'anni, da Bruce non ci si debba più attendere l'album che fa venire i brividi, ma semplicemente degli album dal buono al mediocre o anche dei fiaschi totali. Ormai è un'icona ben consolidata nel music business ed è un eroe (perchè sotto sotto ancora lo è) da andare a gustarsi dal vivo, risentire i suoi classici che fanno parte della storia del rock assieme a brani nuovi che sicuramente in concerto acquisteranno uno spessore ed una carica di adrenalina che renderà loro giustizia. A mio personale parere il boss ha tirato fuori tutto fino a Nebraska, poi ha subito il peso stesso dell'immagine che è nata di lui... qualcosa di buono l'ha fatto ancora, ma quando si raggiunge la vetta, poi si può solo discendere...
    "I saw her standin on her front lawn just twirlin her baton
    Me and her went for a ride sir and ten innocent people died" - Roberto

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  15. no no, qui c'e' un virus, siete come de baser, lo stroncatore cybernetico, non vi piace nulla di nulla. jack of all trades e' commovente, this depression, con quell'incredibile andamento da cerimonia funebre in stile dixieland e' inarrivabile, land of hopes and dreams e' la born to run del 2000. bastano queste per giustificarne l'acquisto. e' il migliore disco di bruce dopo nebraska.

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