martedì 11 febbraio 2020

RECENSIONE: THE CADILLAC THREE (Country Fuzz)

THE CADILLAC THREE Country Fuzz  (Big Machine Records, 2020)




fuori da ogni etichetta
 
Birra fredda, whiskey Jack Daniels, pick up El Camino, Johnny Cash, Merle Haggard, Charlie Daniels sono solo alcuni nomi e parole che spuntano fuori leggendo i testi dei Cadillac Three, band di Nashville giunta al traguardo del quarto disco, a due anni dal precedente Legacy. Non ci vuole certamente troppo ingegno per inquadrarli : il loro è un southern rock dal taglio ruspante ed elettrico (il boogie 'Bar Round Here' apre le danze nel migliore dei modi) che ama anche adagiarsi sui verdi campi del country ('Back Home'), senza disdegnare sipari più melodici e pop ('Heat', la finale 'Long After Last Call' che gioca di slide).
Ma attenzione, perché da qui in avanti, stanchi di essere etichettati ( ecco in arrivo la canzone 'Labels') scelgono loro stessi il nome del genere musicale a cui vogliono essere associati: "country fuzz, va bene, grazie". Prendiamo nota.
"Ci siamo stufati di essere chiamati southern rock o essere visti troppo rock per suonare country, quindi, abbiamo dato a tutti qualcosa per chiamarci che in realtà pensavamo fosse bello e sensato."
 
"Non puoi giudicare un disco dalla copertina fino a quando non lo senti girare sul giradischi. C'è sempre di più dietro il titolo" cantano in 'Labels'.
Jared Johnston (voce e chitarra), Neil Mason (batteria) e Kelby Ray (basso) compensano una latente originalità dei contenuti (i titoli promettono proprio quello) con la giusta attitudine che gioca spesso e volentieri con il funk, danzereccio di 'The Jam' (e qui appare pure il fantasma di Prince) e 'All The Makin' s Of A Saturday Night', con il southern blues elettrico di 'Hard Out Here For A Country Boy' (con gli ospiti Chris Jason e Travis Trit) con le chitarre hard di 'Slow Rollin' e quelle di 'Crackin' Cold Ones With The Boys' dal taglio più moderno, con il blues acustico di 'Raise Hell'. Pochi fronzoli, tanta sostanza, voglia di divertirsi e attitudine live. Fieri e chiassosi, i Cadillac Three non pretendono di essere ricordati per i loro messaggi quanto per la varietà e la spensieratezza con cui affrontano la materia rock. Insieme a Whiskey Myers, Blackberry Smoke, Black Stone Cherry, Rival Sons rappresentano il miglior presente del classic rock legato al passato e questo è senza dubbio il loro miglior disco: "per noi ogni album è più ambizioso del precedente". Avanti così.











 

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