venerdì 29 maggio 2015

RECENSIONE: BANDITOS (Banditos)

BANDITOS  Banditos (Bloodshot/IRD, 2015)



Tre voci soliste che si alternano, due maschili (i chitarristi Timothy Steven Corey Parsons e Stephen Alan Pierce II anche al banjo) e una femminile (Mary Beth Richardson alle prese con  kazoo-Long Gone, Anyway- e tamburello), e tanti input musicali presi dalla vecchia tradizione americana con banjo e contrabbasso che riescono a rendere la proposta del gruppo proveniente dall'Alabama, ma di casa a Nashville, fresca, variegata e personale. A dispetto di un look che potrebbe far pensare ad una Southern rock band arcigna e cazzuta, i Banditos sono un sestetto (completano la formazione l'altro chitarrista Jeffrey David Salter, il bassista e contrabassista Jeffrey "Danny" Vines e il batterista Randy Taylor Wade) a cui piace scavare molto indietro nel tempo, facendo partire ogni cosa dal vecchio rock'n'roll '50 (Cry Baby Cry), aggiungendo di volta in volta qualcosa di diverso per far virare le canzoni verso strade suggestive, a volte impervie, ma sempre rassicuranti nel loro mantenere i piedi nel territorio americano più polveroso e umidiccio di alcol appena rovesciato: dal vigore del boogie/blues quasi zz topiano dell'apertura The Breeze, alle dissonanze elettriche di Golden Grease, all'evocativo blues di Old Ways, al fervore rockabilly/garage di Still Sober (After All These Beer), all' hillybilly di Waitin'  con la voce della Richardson che inizia ad impossessarsi della scena risultando, a fine disco, la vera arma in più: all'occorrenza sa indossare i vestiti dell'innocenza irriverente alla Wanda Jackson, per poi trasformarsi in una affamata e sanguigna Janis Joplin in No Good.
In questo disco tutto parla l'antica lingua della tradizione americana. La vera sorpresa è il piglio con cui viene presentato il tutto: non c'è tempo per far posare troppa polvere  sugli strumenti. "La maggior parte dell'album è stata registrata dal vivo e l'energia si sente sicuramente" dice il chitarrista Salter. I Banditos viaggiano che è un piacere anche quando ciondolano in ballate come Blue Mosey #2 e la finale Preachin' To The Choir, una perfetta chiosa soul. Impatto sporco, attitudine sudata e presenza scenica genuina bastano a formare il carattere vincente di una band che bada al sodo e che ha portato a casa la partita alla prima uscita discografica.
I Banditos sono una delle sorprese più interessanti di questa prima metà dell' anno.





1 commento:

  1. sembra interessante..bel post e grazie della dritta

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