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domenica 2 aprile 2023

RECENSIONE: MOLINA TALBOT LOFGREN YOUNG (All Roads Lead Home)

MOLINA TALBOT LOFGREN YOUNG  All Roads Lead Home (NYA Records/Reprise,  2023)



comunque Crazy Horse

È notte fonda, una di quelle notti che potrebbero durare all'infinito. Sono pervaso da continui pensieri, sembrano perlopiù positivi, nuvole bianche e serene sopra a una giornata negativa e faticosa da portare a termine. Nonostante tutto mi giro e rigiro nel letto. Quei pensieri mi portano lontano, con i piedi immersi su infiniti prati verdi, gli occhi attenti dentro a fitti boschi che la primavera sta svegliando e colorando. 

Con strade che si inerpicano sopra a colline, i raggi del sole che sbattono sulle lenti degli occhiali, il vento in faccia. Un quadretto di libertà semplice, il più semplice da immaginare.

Ho voglia di musica, mi alzo dal letto, dal cofanetto degli archivi di Neil Young sfilo un CD a caso, lo metto su, mi corico nuovamente e spengo la luce. Quando parte la prima canzone i Crazy Horse galoppano veloci e fieri su quei prati, proseguono imbizzariti, sono nel pieno della loro gioventù ma il povero Danny Whitten ci aveva già lasciati. È il momento di provare a richiudere gli occhi, le chitarre si inseguono in una di quelle classiche code jammate, lisergiche e malate che li ha resi famosi accompagnando l'amico canadese. La notte è arrivata, ma il mattino sembra più vicino.

Quando riapro gli occhi vedo il cavallo, è in piedi, ha corso tutta la notte, è stanco, segnato dal tempo, dai tempi, dalle perdite, dai faticosi giorni di questi tre ultimi anni. Nonostante tutto sembra sereno, in pace con se stesso e la natura che lo circonda. Ieri è uscito un disco che sarebbe dovuto uscire intestato ai Crazy Horse, quelli datati 2023: Billy Talbot, Ralph Molina e Nils Lofgren  decidono invece di metterci solo i loro cognomi. In tre fanno 229 anni, i primi due sono quasi ottantenni , Lofgren con i suoi 71 è il più giovane. Poi ci aggiungono anche Young che di anni ne ha 77.

Ma sarebbe stata una vera fregatura far uscire questo album sotto il nome Crazy Horse: i tre componenti attuali del cavallo pazzo non suonano mai insieme in nessuna delle tracce. Strano no? È un disco anomalo, nato nei giorni bui della pandemia quando si era tutti lontani e inaviccinabili. Quando si inventavano leggi per tenerci lontani. Ho sempre pensato fossero arrivati veramente i "strani giorni" cantati da Franco Battiato.  Quando non si poteva nemmeno lavorare a patto tu non fossi un musicista. I musicisti non si sono mai fermati.

Tre canzoni a testa scritte e registrate ognuno a casa propria con i musicisti più vicini in quel momento, più una canzone di Neil Young registrata live: hanno scelto una versione, sette minuti, voce, chitarra, armonica di 'Song Of The Seasons' che apriva Barn uscito nel 2021.

E All Roads Leave Home sembra un'appendice di Barn  anche se qui nessuno dei tre osa mai cavalcare le praterie elettriche, preferendo sempre le vie più leggere, melodiche e nostalgiche. Le canzoni di Billy Talbot ('Rain', 'Cherish', 'The Hunter') suonate con la Billy Talbot Band cavalcano la malinconia e la saggezza, quelle di Lofgren ('You Will Never Know', 'Fill My Cup', 'Go With Me') hanno un tocco musicale più aspro e blues e lo vedono impegnato su tutti gli strumenti, le canzoni di Molina ('It's Magical', la più rockeggiante 'Look Through The Eyes Of Your Heart', la ballata al pianoforte e sax 'Just For You') suonate anche insieme agli italiani Marco Cecilia, Francesco Lucarelli, Fabrizio Settimi e Marco Molino sono quelle con l'impronta più Younghiana.

Un disco che sulla carta per come è stato assemblato sembrava non promettere nulla di buono e che invece rivela un suo carattere, emanando pace e rilassatezza.

I Crazy Horse prendono posto dentro al mio semplice quadretto di libertà. Il paesaggio della foto interna e sul retro scattata a Rico in Colorado da Jay Dusard sembra combaciare con il mio sogno iniziale. La dedica a Danny Whitten, David Briggs e Elliott Roberts chiudono un cerchio. Il passato, il presente e un futuro che aspetta altre galoppate.





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