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lunedì 20 gennaio 2020

RECENSIONE: FARTY WAYNE (Walking Wayne)

FARTY WAYNE  The Walking Wayne (2020)

il carnevale sporco

 Ecco una bella proposta oidirettamente da Ivrea (Torino) per tutti gli amanti del rock blues più sporco, selvaggio e suonato ad alti volumi. I Farty Wayne nascono nel 2015 come tribute band dei micidiali Left Lane Cruiser, duo rural blues di Fort Wayne, Indiana. Con il peso degli anni e la gavetta dei tanti concerti, anche fuori dal confine italiano, hanno sviluppato un suono tutto loro, personale, che trova nel lavoro del produttore Silvano Ganio Mego presso lo studio Osteria del Suono di Ivrea, la giusta strada per venire allo scoperto. Autodefiniscono il loro genere come dirty trash blues e ascoltandoli si può anche capire il perché. Pochi abbellimenti estetici e un suono che va diretto al punto: tambureggiante ('Sirius Lake') e veloce come la più veloce delle locomotive in corsa ('Ivrea'). Blues che gioca di slide ('Uncle Beta'), che diventa hard ('Mucho Brutal'), rallenta e scivola sul country distorto della ballata 'Lost Lullaby' e testi tra la cronaca reale e il demenziale, fortemente inchiodati da chiodi arrugginiti alle tavole del loro territorio d'origine, il Canavese, dove i veri protagonisti sono di volta in volta la loro città e lo storico carnevale con la battaglia delle arance (da vedere almeno una volta nella vita), gli animali che popolano il vicino lago Sirio, bizzarri e caratteristici personaggi del posto ('Disco Trash') e tipici piatti della tradizione dalla difficile e complicata digestione ('Electric Tomino'). Quando l'odore del fieno si mischia alla ruggine del ferro, quando il marcio delle arance dimenticate a bordo strada a Carnevale finito prendono la via del vostro naso, entrano in gioco i Farty Wayne: Alx Bonny (chitarra e voce), Tanaka (basso) e Bramba (batteria). Buon divertimento.




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