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mercoledì 14 agosto 2019

DISCHI DA ISOLA AFFOLLATA # 75: CROSBY, STILLS & NASH (After The Storm)

CROSBY, STILLS & NASH  After The Storm (1994)




poteva andare peggio...
 “Nel 1994, considerando quello che avevamo passato insieme, fu gratificante osservare la parabola positiva di riabilitazione di David ma sul piano fisico sembrava che stesse subendo un crollo” così Graham Nash nella sua autobiografia ricorda le condizioni di salute dell'amico Crosby.
Con il trapianto di fegato di David Crosby si concluse quell’anno di anniversari: 25 anni da Woodstock, 25 anni dal primo disco del trio. Se per festeggiare il grande raduno di pace, musica e amore, Crosby, Stills & Nash risalirono nuovamente sul palco per la replica della manifestazione, per ricordare quel primo disco si pensò di ritornare in studio di registrazione. Fare peggio di Live It Up, uscito quattro anni prima, era cosa impossibile, quindi perché no? Merito anche di una vecchia volpe come Glyn Johns in produzione che cercò di sgomberare lo studio da strumenti e macchinari troppo moderni. Fu già un passo avanti, la perfezione si sarebbe raggiunta se i tre si fossero presentati con dei capolavori in mano. Purtroppo non fu proprio così, visto che alcune delle canzoni furono scarti o sottratte ai rispettivi album solisti dei tre con pochissime vere collaborazioni (‘These Empty Days’ della coppia Nash e Crosby e ‘Camera’ di Stills e Crosby).
Comunque sia, su tutto il disco aleggia un'atmosfera di pace e rilassatezza che tratteggia bene le anime musicali dei tre protagonisti: quella rock blues di Stephen Stills (l'iniziale ‘Only Waiting For You’, ‘It Won’t Go Away’,l’hard di ‘Bad Boyz’ e le immancabili concessioni latine della finale ‘Panama’), il tocco leggero e romantico di Graham Nash (le belle ‘Find A Dream’ e ‘After The Storm’, ‘Unequal Love’) e un David Crosby comunque in buona forma (‘Camera’, ‘Till It Shines’, ‘Street To Lean On’). Più una cover di ‘In My Life dei Beatles. Scorrendo invece la lista degli ospiti troviamo: l’Heartbreaker Benmont Tench, i figli d’arte Ethan Johns, Chris e Jennifer Stills, la chitarra di Michael Hedges, le percussioni di Rafael Padilla.
“Mentre gli infermieri stavano per spingere la barella di David dentro la sala operatoria, mi avvicinai a lui, lo guardai negli occhi e gli dissi: ‘Se mi abbandoni qui con Stills, ti ammazzo, cazzo’. Croz entrò in quella sala operatoria ridendo e sforzandosi di non ridere”, ricorda Nash.
Sono passati altri 25 anni: quest'anno si celebrano i 50 anni di Woodstock e i 50 anni di quel primo disco con il divano in copertina e i tre protagonisti sono ancora qui con noi, pure in discreta forma.







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