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sabato 21 maggio 2016

THE BELLRAYS live@Latteria Molloy, BRESCIA 20 Maggio 2016









"Rock Show": questo il mantra pronunciato all'infinito dalla cantante Lisa Kekaula durante tutta la durata del concerto, tra una canzone e l'altra, anche prima e dopo i bis. Poche altre parole durante la serata perché i Bellrays hanno badato al sodo con uno spettacolo diretto e urgente, senza soste o troppi salamelecchi di sorta, e il pubblico della Latteria Molloy, non numerosissimo ma partecipe, attento e competente, ha gradito ugualmente.
I californiani BELLRAYS hanno venticinque anni di carriera sulle spalle e un fresco EP di cover (COVERS appunto, dove rileggono The Seeds, Led Zeppelin, Stevie Wonder, Black Sabbath e Cheap Trick) da presentare dopo una lunga assenza discografica di sei anni e alcuni cambi di formazione alla sezione ritmica (Justin Andres al basso e Stefan Litrownik alla batteria).
Guidati dalla potente voce dalla spiccata timbrica soul blues e dalla carismatica presenza scenica di Lisa Kekaula (con l'inconfondibile capigliatura afro e un lontano passato jazz) e dalla chitarra sferragliante del marito Bob Vennum, occhiali da nerd e attitudine punk che gli permette di farsi un giretto in mezzo al pubblico durante un assolo, il loro è il matrimonio perfetto tra due vicoli musicali che portano entrambi verso la vecchia Detroit: da una parte la Motown Records, il R&B, il soul, dall’altra il proto punk selvaggio e iconoclasta di Stooges e MC 5. A proposito di Mc 5 è d'obbligo segnalare la presenza dell'ospite Wayne Kramer nell'ultimo Ep appena uscito.
Le due strade ad un certo punto si uniscono ed escono fuori loro: un micidiale concentrato di sudore rock’n’roll che cattura l'attenzione con la sola forza della musica. Aprono con quella che sembra la loro maggiore hit al momento, quella Black Lightning, title track del loro ultimo album uscito nel 2011(il più setacciato: Closer Your Eyes, Power To Burn, e il R&B di The Way tra le altre in scaletta)  e proseguono senza sosta fino alla coinvolgente jam finale insieme agli australiani Dallas Frasca, compagni di tour che hanno aperto alla grande la serata. In mezzo c'è naturalmente spazio per alcune cover rilette a loro modo tra cui spiccano Dream Police (Cheap Trick), la più scontata Whole Lotta Love (Led Zeppelin) e Never Say Die (Black Sabbath).
Inutile dirvi che se vi capitano a tiro è d'obbligo partecipare al loro "Rock Show", perché di questo si tratta: solo sano e energico rock'n'roll difficile da addomesticare. Quello che si avvicina di più a quello che chiedo ora ad un concerto rock, fortunatamente così lontano da quei mega eventi da rockstar miliardarie che non mi divertono più. Tutto a misura d'uomo: sangue, sudore e nessuna lacrima.

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