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giovedì 27 febbraio 2014

RECENSIONE & INTERVISTA: ALESSANDRO BATTISTINI (Cosmic Sessions)

ALESSANDRO BATTISTINI   Cosmic Sessions  (Club De Musique/IRD, 2014)



Un "out on the weekend" lontano dalla sua band madre che negli ultimi tre anni lo ha tenuto impegnato e continua a farlo. Mentre scrivo, i Mojo Filter sono occupati in un piccolo tour in Germania, "il tour è andato molto bene, abbiamo conosciuto gente che apprezza il rock and roll e che non ha paura di fare km su km per sentire un concerto", arrivando a guadagnarsi una vistosa e continua crescita esponenziale nel panorama rock italiano, confermata dall'ultimo, ottimo disco in studio The Roadkill Songs (2013). Cosmic Sessions è un viaggio introspettivo dentro al suo, ma anche un po' nostro, mondo. Una bizzarra nave/mongolfiera (bella la cover art, opera di Zeppelin Studio) che, piuttosto che solcare mari, sembra alzarsi in aria permettendo uno sguardo a 360 gradi sopra alle sue passioni musicali, quelle che confluiscono molto spesso in un'unica direzione temporale: la California a cavallo tra gli anni 60 e i 70, posto ancora carico di suggestioni a distanza di anni e nonostante la tecnologia di mezzo a fare da ostacolo. Stacca spesso l'amplificazione delle chitarre, quelle che graffiano nei Mojo Filter, si spoglia di ogni orpello elettrico, si circonda di buoni e anche prestigiosi amici, scruta l'infinito spazio e mette in moto la fantasia: "Antonio Gramentieri (Sacri Cuori) aveva già collaborato con i Mojo Filter e si è offerto di suonare una parte di chitarra in 'Wise Rabbit' e devo dire che sono felicissimo che l’abbia fatto… è un artista che ammiro molto e che ha grande gusto e talento, ha saputo riconoscere e enfatizzare il lato acido e vintage di 'Wise Rabbit'. John Egenes e Craig Dreyer sono due grandi musicisti con un curriculum infinito e decisamente all’altezza della loro fama: mi è piaciuto molto lavorare con loro, adoro il solo di sax di Craig alla fine di 'Wise Rabbit', sembra che si spalanchino le porte dell’inferno… è l’ira del coniglio saggio!! … John, invece, ha reso speciali 'All Of Those Rainy Days' e 'Nothing More To Say' … molto di più di quello che mi aspettavo"
Alessandro Battistini, chitarra e voce dei comaschi Mojo Filter rilascia il primo disco solista in modo semplice e spontaneo, registrando il tutto come fosse una session tra vecchi amici intorno ad un falò estivo a tarda notte sotto le luci guida di luna e stelle; ma il filo luminoso che lega le dieci canzoni riesce a trasmettere in modo chiaro la scossa che anima la sua devota passione musicale. "Appartengono in effetti più o meno tutte allo stesso periodo… all’incirca Dicembre 2013… all’improvviso ho sentito che era il momento di assecondare una parte di me e della mia creatività a cui non avevo mai dato il giusto peso e, quando mi sono messo a scrivere, le canzoni sono uscite in blocco… chissà forse sono sempre state lì ad attendere…"
Dondolanti barrelhouse songs (Staring At Your Splendor con il pianoforte di Simone Spreafico), corali e ruzzolanti bluegrass con la sarabanda di un banjo in azione (Fill My World), country accomodanti e rassicuranti sotto le pigre note di una pedal steel come succede in All Of Those Rainy Days e dove anche la "povera" semplicità di Home, che suona tanto scarna con la sola presenza di un ukulele, si arricchisce all'infinito grazie alla voce pregna di soul dell'ospite Jono Manson, cantautore (è appena uscito il suo nuovo album Angels On The Other Side-vedi recensione) e produttore americano-di casa in Italia e già collaboratore degli stessi Mojo Filter- che si è portato il lavoro a casa, masterizzando il tutto nei suoi magici studi di Santa Fe nel New Mexico. "In questo disco Jono si è occupato della masterizzazione (impeccabile come sempre), mentre in ‘Mrs.Love Revolution’ aveva fatto anche il mix. Jono poi mi ha regalato un’interpretazione fantastica di 'Home', uno dei pezzi del disco a cui tengo di più".
Ma anche l'antico rhythm & blues di Rufus Thomas in Walking A Dog (unica cover ed episodio più terroso del disco), la soffice e leggera apertura Nothing More To Say che sale fino ad esplodere in un  gospel nel finale (i cori sono di Francesca Arrigoni), la spensierata chiusura con il fischiettio di Xmas Time's Outside My Door, i momenti più psichedelici (Wise Rabbit) e rarefatti nella connessione con il paradiso tentata nella splendida The Inner Side e portata avanti da un Rhodes e dalle percussioni incantatrici suonate da Mr.Lobo Jim. Disco corto ma intenso, che va diritto al punto, anche quando l'approccio assolutamente "free" delle canzoni porterebbe a pensare il contrario, e immaginare lunghe parti strumentali e minutaggi elevati :"Cosmic Sessions, come dice lo stesso titolo, si rifà a un certo approccio sixties molto jam che ho sempre adorato, ma è comunque anche un tentativo di rendere quello spirito più attuale e diretto. Nei live, tuttavia, avremo sicuramente modo e voglia (molta) di approfondire quelle parti strumentali…quelle che, se riescono, rendono ogni gig speciale e unica".




vedi anche INTERVISTA MOJO FILTER
vedi anche RECENSIONE: MOJO FILTER-The Roadkill Songs (2013)
vedi anche RECENSIONE: TAG MY TOE-This Fear That Clouds Our Minds (2012)
vedi anche RECENSIONE: THOMAS GUIDUCCI & THE B-FOLK GUYS-The Heart And The Black Spider (2012)
vedi anche RECENSIONE: LUCA MILANI-Lost For Rock'n'Roll (2013)
vedi anche RECENSIONE: LUCA ROVINI-Avanzi e Guai (2013)
vedi anche RECENSIONE: CESARE CARUGI-Pontchartrain (2013)
vedi anche RECENSIONE/INTERVISTA: TEX MEX-Hang Loose, Tex Mex! (2014)
vedi anche RECENSIONE: ANDI ALMQVIST-Warsaw Holiday (2013)
vedi anche RECENSIONE: DAVID CROSBY-Croz (2014)
vedi anche RECENSIONE: BOCEPHUS KING-Amarcord (2014)
vedi anche RECENSIONE: JONO MANSON-Angels On The Other Side (2014)

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