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sabato 25 giugno 2011

RECENSIONE: WATERMELON SLIM & SUPER CHIKAN/Martin Harley Band Live@ Ameno(NO) Blues Festival, 24 Giugno 2011

Non esistesse, un personaggio come Watermelon Slim, sarebbe duro perfino da immaginare. Fortunatamente lui è reale e la sua sola storia biografica ne fa un piccolo eroe d'altri tempi, dove la genuinità ha ancora la meglio su tutto. Lo incontro appena entrato nella piazza Cavalieri di Ameno(NO) sul lago d'Orta, paese che ospita la settima edizione di un festival che cresce ogni anno sempre di più. Watermelon Slim, dopo il soundcheck, con una birra in mano ed andamento ciondolante, sfoggia una t-shirt con la stampa "veterani del Vietnam, contro la guerra", si fa fotografare ed è con estremo orgoglio che la indossa e la indica.

Chissà cosa hanno visto quegli occhi, prima di girare i festival blues di mezzo mondo? Vi consiglio di andare a leggere le sue note biografiche per scoprire che con quegli occhi, scavati dalle rughe, il buon Watermelon, prima di diventare quello che è oggi, ha visto la guerra in Vietnam, ha sbarcato il lunario facendo mille lavori e contemporaneamente si è laureato in più campi. Insomma, uno che di dura vita ne sa.
Ma la serata di questo venerdì non è solo sua, dividerà il palco con un altro personaggio di tutto rispetto, Super Chikan. Dopo alcuni dischi che hanno esplorato il country di Nashville( Escape from the chicken coop... http://www.debaser.it/recensionidb/ID_28655/Watermelon_Slim_Escape_From_The_Chicken_Coop.htm
e Ringers), Watermelon Slim è tornato al blues e oggi presenterà insieme al nuovo socio in musica, un disco fresco di uscita .
Prima, però, c'è stata la bella sorpresa della Martin Harley Band, trio inglese con a capo il chitarrista, slide e cantante Martin Harley, il contrabbassista Jay Carter e il biondo batterista Pete Swatton.
Un set fiammeggiante il loro, un continuo alternarsi tra folk/americana con divertenti sipari dixieland e potenti blues semi- elettrici, dove Martin Harley ha sfoderato tutta la sua bravura alla slide e una voce di tutto rispetto. Indicati dalla stampa inglese come il futuro del blues acustico britannico, passano in rassegna la loro carriera fatta di tre dischi con l'ultimo Drumrolls for Somersaults(2010)(Automatic life, Love in Afternoon) a farla da padrone mischiato ai loro passati brani tra cui Money don't matter e la lunga ed ipnotica Blues at the windows che conquista.
Intanto Watermelon Slim e Super Chikan, si cambiano d'abito e vestiti a festa, aspettano il loro turno a bordo palco, presentati dal grande esperto blues Edoardo "Catfish" Fassio e dal direttore artistico del festival, Roberto Neri.
Una volta saliti sul palco, non si può non notare la grande diversità di carattere, tra il risoluto e pacifico Super Chikan e l'incontenibile estrosità di Watermelon Slim. Proverbiali, gli sguardi di Chikan, nel carpire le imprevedibili mosse del suo compagno che parte in quarta dando un saggio del suo italiano(una delle tante lingue che parla), menzionando ed elogiando il banchetto di Emergency presente in piazza.

Super Chikan è un ragazzone nero ,cresciuto nei campi del Mississippi, che ha ripercorso la vita dei grandi bluesmen di una volta, partendo dal nulla del duro lavoro e coronando il sogno di suonare davanti a delle platee, arrivando a costruirsi da solo le stupende e colorate chitarre che anche stasera ha sfoggiato.
Okiesippi Blues è il disco che accomuna i due bluesmen ( non si contano i numerosi premi e riconoscimenti di settore presi in carriera da entrambi) e questa sera è stato presentato pressochè in anteprima(I Don't Wear No Sunglasses,I'm A Little Fish, You Might Know, Trucking Blues), insieme ad altri grandi classici del blues. I due si scambiano democraticamente il ruolo di singer dialogando con i loro strumenti. Dialoghi tra la slide di Watermelon e la chitarra di Chikan, con Bill Homans( vero nome di Watermelon Slim, nome d'arte preso dopo aver lavorato in una coltivazione d'angurie), che quando non è dietro alla sua postazione, impazza con l'armonica lungo e addirittura sotto il palco, cercando in continuazione il dialogo con il pubblico ( anche attraverso il suo simpatico italiano), che piano piano è sempre più numeroso e partecipante, fino a raggiungere l'apice con la jam session finale che vede la Martin Harley band salire sul palco insieme ai due veterani. La serata si prolunga in un terzo e addirittura quarto tempo, quando i giovani britannici decidono di ritornare sul palco da soli per eseguire altri brani.

Intanto in piazza, si consuma un altro spettacolo nello spettacolo, con Watermelon che tiene banco, ballando, posando per le foto di rito, scomparendo per poi ripresentarsi con un altra bella birra in mano( dopo aver bevuto dalle sue magiche bottigliette durante il concerto) e cercando di improvvisare un banchetto per vendere i suoi cd, autografandoli con la penna che con grande cura tiene in tasca.

Serata lunga e divertente che conferma come il blues sia ancora una madre piena di passione che ha ancora tanto da dare ai suoi figli.



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