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sabato 13 giugno 2026

THE DEL FUEGOS live@Chiari Music Festival, 12 Giugno 2026




Dan Zanes e sua moglie Claudia credono nella musicoterapia. In duo cercano di riportare i sorrisi dove qualcuno li ha persi per strada. Stasera a Chiari credo abbiano fatto un buon lavoro anche fuori dalla loro consueta mansione quotidiana che li ha fatti incontrare e innamorare. Lo si capisce dopo una manciata di canzoni quando le sedie preparate dall'organizzazione (ottimo il lavoro di ADMR) diventano solo intralcio (io non le avrei proprio messe fin dall'inizio) per il numeroso pubblico accorso per questo piccolo grande evento (dipende da che parte della storia lo si osserva e stasera guardiamo tutti nella stessa direzione). Pubblico che ha voglia di saltare, ballare e cantare: tutti in piedi perché per la band è importante che la gente si muova. Stasera si festeggia il ritorno, vero, dei Del Fuegos e sul palco non ci sono solo Dan e Claudia ma un pezzetto di storia musicale americana degli anni ottanta, la band che Rolling Stone (quando aveva voce in capitolo) nominò "miglior band emergente del 1984" che però nel 1989 non esisteva già più. Un sogno proibito di chi adolescente ai tempi sognava sui loro dischi camminando su strade con la ribellione da un lato e il romanticismo sul lato opposto. E poco importa se ora qualcuno ha la chioma tinta di blu elettrico, qualcuno ha smarrito la voce della gioventù, i suoni che arrivano a tratti non sono dei migliori, il soul invade spesso il garage rock o qualcuno ora è più famoso (e forse ricco) come scrittore che musicista. 

Quando partono canzoni come Hand In Hand, Sound Of Our Town, I Still Want You o Don't Run Wild o anche cover come I'm Your Puppet, If You Don't Know Me By Now e Take To The Limit i fratelli Zanes (Dan, chitarra e voce e Warren alla chitarra) insieme a un rimbalzante Tom Lloyd al basso (con Claudia Zanes alla voce e tastiere e Il batterista Colin Brooks) sono lì davanti come fossero quei primi anni ottanta quando andavano di moda i Blasters e i Replacements, Bruce Springsteen li raggiungeva sul palco e Tom Petty se li portava in tour. 
Ho visto gente felice sopra e sotto il palco stasera. La terapia musica funzione sempre anche se sono passati quarant'anni da dischi come The Longest Day, Boston Mass. (il più saccheggiato), Smoking In The Fields e Stand Up che a fine concerto sono stati comunque riempiti di firme dai disponibilissimi Del Fuegos. Serata che odora di quelle antiche e romantiche vibrazioni rock’n’roll che sarebbe veramente un peccato mettere in naftalina per sempre. I fatti sembrano volerlo e remare contro. Ma abbiamo ancora tutti dannatamente bisogno di sentirci vivi e felici in tempi come questi. Si resiste e il rock’n’roll è come sempre il miglior alleato, a volte stampella, stasera ancora protagonista, nonostante tutto.





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