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venerdì 4 dicembre 2020

RECENSIONE: CALEXICO (SEASONAL SHIFT)

CALEXICO   Seasonal Shift (ANTI Records, 2020)



let it snow!

Una roulotte parcheggiata in mezzo al deserto in pieno periodo natalizio.  È un po' quello che vorrei quest'anno. Staccare completamente da questi ultimi 365 giorni, scappare lontano. Da tutto. E quasi tutti. Ma il dpcm "non te lo consente". Mi sembra di sentirla quella voce ormai anche troppo familiare, uscire nascosta da sotto una mascherina, e  rimbombare a reti unificate nella mia testa. Allora ci pensano i Calexico (John Convertino e Joey Burns) con un disco che nella carta potrebbe essere il classico disco natalizio (che palle!) ma nella realtà, fortunatamente, non lo è. Vedete del rosso in copertina? No. È un disco che continua il percorso virato pop degli ultimi anni. Non è un miracolo natalizio. Non aggiunge ma non toglie nemmeno nulla. È un accompagnamento. A volte basta. 

Basterebbe togliere dalla scaletta la tanto abusata 'Happy Xmas (War is Over)' di John Lennon qui arricchita dai fiati, inserita perché a Joey Burns piace così tanto, e ci troviamo nel pieno di un deserto ma  inclusivo, dove c'è spazio per tutti e tutte le culture. Ma non dovevo essere da solo in quella roulotte? C'è spazio per la natura incontaminata disegnata dal siparietto  strumentale acustico 'Glory's Hope' che sembra già spegnere la luce e condurre verso la magia della notte, il quadro da favola di 'Nature's Domain', per le campane di Tucson che in  'Hear The Bells' annunciano l'inizio del periodo natalizio, per i colori del  sud America che escono prepotenti da 'Mi Burrito Sabanero' dove  Gaby Moreno canta di un asino in viaggio verso Betlemme, per il clima divertente, casalingo e intimo di 'Seasonal Shift', per lo scherzetto di 'Sonoran Snobal' con Camilo Lara, per la controparte silenziosa 'Piece Of Mind' e triste ('Tanta Tristeza' con Gisela Joao) che dicono tutto nei loro titoli. 

Ma ci sono anche gradite persone che tengono compagnia davanti al fuoco: c'è Tom Petty omaggiato con la sua poco conosciuta 'Christmas All Over Again' qui cantata insieme a Nick Urata dei DeVotchKa e c'è Bombino in carne ossa e chitarra che con una magia africana mischia sapientemente la sabbia dei deserti americani con quella dei deserti sahariani in 'Heart Of Downtown'. Bella! Ci sono gli auguri di tutti i partecipanti a fine disco. 

Un disco di ballate fatto di cover, traditional e canzoni scritte per l'occasione con qualche up tempo per lasciarsi andare a un passo di danza, un disco che raggiunge il suo semplice e rispettabile scopo: trasmettere pace e tranquillità, il piacere di un viaggio, anche se celebra le festività in un periodo in cui le festività saranno blindate. "Non ce lo possiamo permettere". Spengo la TV e cerco il primo deserto utile su Google maps. Forse è già il bosco vicino a casa. Sta nevicando.





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