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venerdì 14 agosto 2020

RECENSIONE: DEEP PURPLE (Whoosh)

DEEP PURPLE   Whoosh (Ear Music, 2020)


liberi e felici

E quando arriva il momento  dell'acuto tu parti (anche solo con la mente per non ricevere una botta in testa dal vicino) ma quell'uomo là a centro palco non ti segue. È un po' quello che è successo qualche anno fa ad un concerto dei Deep Purple, Ian Gillan non mi veniva dietro, si fermava lì, come se la strada verso l'acuto fosse interrotta. Ma come? Questo per dire che i Deep Purple non sono più quelli di una volta ma da quando Bob Ezrin ha iniziato a prendersene cura (questa volta li ha portati a registrare a Nashville) stanno tirando fuori degli album freschi, rilassanti, a tratti scoppiettanti, ma in totale libertà musicale e stilistica, senza rincorrere il passato. 

"Semplicemente ci mettiamo a suonare, non abbiamo piani prestabiliti. Non scriviamo le canzoni dall’inizio alla fine: le suoniamo finché non si evolvono in qualcosa che sorprende noi stessi. Non ci interessa essere all’altezza delle aspettative di nessuno se non di noi stessi. Con una grande storia come la nostra, forse l’unica cosa che cerchiamo di far è non essere una parodia di noi stessi." così Roger Glover sulle pagine di Billboard Italia.

INFINITE, uscito nel 2018,con il suo tour The Long Goodbye doveva essere il canto del cigno e invece…eccoli di nuovo qua. Dopo 52 anni di carriera nessuno può permettersi di dire loro qualcosa. Questo Whoosh si presenta bene fin dalla copertina, finalmente! È tutto oliato alla perfezione nella formazione che ormai sta diventando la più longeva di sempre: Ian Gillan, Roger Glover, Ian Paice, Steve Morse e Don Airey. Le fughe barocche di Don Airey in 'Nothing At All', l'hard rock di 'No Need To Shout', 'The Long Way Round' e dell'apertura 'Throw My Bones', l'omaggio al rock'n'roll di 'What The What', la strumentale 'And The Address' piccola lezione di buon gusto pescata addirittura dall'esordio del 1968, le fughe progressive di 'Step By Step', la misteriosa 'The Power Of The Moon' sono tutte canzoni nate con gran spontaneità e con l'ancora ben lanciata nel presente. Certo, manca la hit trainante ma le tredici canzoni vanno prese tutte insieme, un calibrato mix di rock e sperimentazione che da un gruppo con più di cinquant'anni sulle spalle non ti aspetteresti più.


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