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venerdì 26 maggio 2017

RECENSIONE: CHRIS ROBINSON BROTHERHOOD (Betty's Blends: Volume 3: Self-Rising, Southern Blends)

CHRIS ROBINSON BROTHERHOOD - BETTY'S BLENDS: 'Volume 3: Self-Rising, Southern Blends.' (2017)






Per una band che ha preso forma nel 2011 sopra i palchi, questo disco è pura routine. Il giusto palcoscenico per la vera natura della band (i 14 minuti di ‘Ride’ il loro passaporto). Libertà di movimento in un flusso continuo e cangiante di ispirazione (forse non sempre al top, con la voce di Robinson non più ai massimo come ai vecchi tempi, ma da accontentarsi) che trova terreno fertile tra il blues, la psichedelia, il southern rock, il soul, là da qualche parte in mezzo alle strade che dai campi assolati della Florida arrivano alle vie trafficate della San Francisco in acido. Pura gioia di suonare, non mi viene in mente altra frase. Questa è la terza uscita della serie live denominata BETTY’S BLENDS, dischi che si vanno ad aggiungere ai cinque di studio già usciti. Tredici canzoni registrate nel 2015 in tre diverse date del tour nel Sud degli states, ad Atlanta in Georgia, Raleigh in North Carolina e Charleston in South Carolina, con l'aiuto della storica  Betty Cantor Jackson, archivista e fonico dei Grateful Dead. Un tour che toccò anche l’Italia. Accanto alle canzoni di Chris Robinson e soci (l’inconfondibile chitarra di Neal Casal, le tastiere sempre più presenti di Adam MacDougall , la batteria dell’ultimo entrato Tony Leone) troviamo alcune cover, vero punto d’interesse di queste uscite: ‘Get Out Of My Life Woman’ di Allen Toussaint, ‘ The Music’s Hot’ (Slim Harpo), ‘I’m A Hog For You’ (Leiber/Stoller), per concludere con i sette minuti di ‘She Belongs To Me’ di Dylan. Nessun calcolo e tanto cuore, da Chris Robinson e la sua congrega. Come sempre.


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