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venerdì 28 agosto 2015

RECENSIONE: THE WHITE BUFFALO (Love And The Death Of Damnation)

THE WHITE BUFFALO Love And The Death Of Damnation (Unison Music/Earache Records, 2015)






Dietro al nome White Buffalo continua a nascondersi Jake Smith, un omone grande e grosso, un po’ Warren Haynes, un po’ il grande Lebowski, che qualcuno di voi avrà conosciuto attraverso la serie tv Sons Of Anarchy. LOVE AND THE DEATH OF DAMNATION è il suo quarto disco. Anche se non è propriamente un concept album come il precedente e ambizioso Shadows, Greys, and Evil Ways uscito nel 2013, le canzoni che lo compongono, pur vivendo tutte di vita propria, sembrano ancora una volta seguire un percorso narrativo ben preciso dove i personaggi protagonisti lottano contro la diabolica oscurità che gravita intorno alle loro strade, ma non tutti riescono ad arrivare all’agognato traguardo dove, ai bordi dei marciapiedi meno battuti, nuove luci irradiano chiarezza sull’esistenza. Buio mimetizzato negli accadimenti di tutti i giorni (‘Dark Days’, ‘Modern Times’ accompagnata da un divertente video), nelle disperata ricerca di fede e redenzione (‘Where Is Your Saviour’), nei complicati meccanismi delle relazioni umane: nei rapporti d’amore (‘Go The Distance’, ‘I Got You’ cantata in coppia con Audra Mae), tra genitori e figli, tra uomini in perenne conflitto e prevaricazione.
"Musicalmente e liricamente, questo è l'album più diversificato che abbia mai fatto. Amore, morte, luce e oscurità. Vi farà ridere e vi farà piangere. Un concentrato di emozioni." Racconta Jake Smith a PopMatters.com
Un concentrato di alta drammaticità serpeggiante dentro ai repentini e sbuffanti attacchi cow/rock (‘Rocky’) ben sostenuti dalla sezione ritmica (Matt Lynott alla batteria, Bruce Witkin al basso), alle eteree ballate pianistiche (‘Radio With No Sound’), alle trombe mariachi che colorano gli spietati confini geografici delle terre del sud in ‘Chico’, allo strepitoso gospel/soul condotto dall’hammond di Mike Thompson nella finale ‘Come On Love, Come On In’ e al traditional folk americano (‘Home Is In Your Arms’) che si fa anche scuro e tenebroso come un abito da giorno del giudizio in ‘Last Call To Heaven’, dove a ergersi protagonista è ancora una volta la sua inconfondibile voce. Ricca, profonda, intensa e sincera come la parte nascosta di quell’ America raccontata in queste nuove undici canzoni.




vedi anche
RECENSIONE: THE WHITE BUFFALO-Once Upon The Time In The West (2012)
RECENSIONE: THE WHITE BUFFALO-Shadows, Greys & Evil Ways (2013)
RECENSIONE: RYAN BINGHAM-Fear And Saturday Night (2015)
RECENSIONE: BUDDY GUY-Born To Play Guitar (2015)
RECENSIONE: LANCE CANALES-The Blessings And The Curse (2015)
THE WHITE BUFFALO. Per la prima volta in Italia. Due date: 28 Luglio a Ravenna, 30 Luglio a Brescia







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