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lunedì 4 febbraio 2013

RECENSIONE: MOJO FILTER (The Roadkill Songs)

MOJO FILTER  The Roadkill Songs (Club De Musique/IRD , 2013)

I Mojo Filter guardano il rock diritto negli occhi. Ne seguono i rapidi movimenti, rincorrono i percorsi zigzaganti delle rosse vene dei capillari in evidenza, quelle che assomigliano alle forti radici di un albero secolare. Sangue e terra: elementi vitali, basilari e concreti. Anche se questa volta maggiori momenti di soul/psichedelia-comunque presenti anche nei precedenti dischi- potrebbero invogliare ad alzare le gambe dal suolo, prendere il volo e viaggiare con la mente, come succede durante la lunga jam che accompagna l'Hard/Blues di Closer To The Line, tra i fantasmi di un diavolo tentatore di stonesiana memoria e digressioni zeppeliniane costruite da percussioni e feedback, o ancor più nella quieta e afosa rilassatezza estiva di Beautiful June Day: percussioni (suonate dall'ospite Mr Lobo Jim), tastiere (Fidel Fogaroli), luce accecante e la materializzazione delle stagioni lisergiche ad infiammare ancora di più l'iride.
Il terzo studio album arriva a soli due anni dal precedente Mrs Love Revolution, un disco che non ha mancato di raccogliere buoni consensi, anche all'estero in quei posti dove il rock ha tagliato il cordone ombelicale e piantato le sue prime radici.
Vintage sì, ma non statica la proposta della band di Bergamo, ormai in collaudata e solida formazione con Alessandro Battistini (voce, chitarre), Carlo Lancini (chitarre), Jennifer Longo (batteria) e Daniele Togni (basso). Basti l'ascolto di Cigarettes, o dell'iniziale The Girl I Love Has Got Brown Hair  con i suoi riff secchi che alzano polvere e scompigliano i capelli, assoli di chitarra che scuotono i nervi, fino ad arrivare al recupero dell' anima nera di casa stax con i fiati che fanno capolino sul finale o come Better Love Your Man, con il basso a condurre così bene i giochi, con le improvvise scosse hendrixiane a molestare e percuotere.   
Poi ti piombano addosso i pesanti riff sabbathiani alla Tony Iommi che aprono My girl, prima che si trasformi in un sensuale funk cosmico con il bel assolo di chitarra compreso nel p(r)ezzo. La viziosa Red Banana si catapulta ancora più indietro nel tempo, atterrando negli anni sessanta e salutando il brit garage da sopra una decappottabile in corsa, la stessa che incrocia l'America di una pigra slide nel luminoso blues/southern rock a due marce della finale Nobody's Out Crying .
Prodotto nuovamente in modo essenziale ed in presa diretta dallo stesso Battistini insieme a Mauro Galbiati, con lo splendido lavoro grafico- ancora una volta-di Ferdinando Lozza. Un connubio che piace, proprio come succedava una volta tra artisti e musicisti.
Finchè il sangue continuerà a scorrere e la terra sarà base su cui potremo appoggiare i piedi con sicurezza, la loro idea di Rock continuerà ad essere viva e pulsante, non richiede altro: plasma e suolo, cuore e autostrada, epidermide e cielo. Nessuna velleità modaiola nella loro proposta, nessuna rincorsa al vintage rock che va per la maggiore solo per essere fighi, lo si capisce immediatamente, lo si capta a pelle, percependo la passione riversata in musica."Ci abbiamo sudato sopra parecchio. E al contrario di quanto succede ad alcune band (dove in studio, dopo 15 ore al giorno insieme, c'è il rischio di rottura), ci siamo scoperti ancor più famiglia. Credo che nel video di "Red Banana" i sorrisi di Jennifer Longo siano abbastanza eloquenti e, almeno dal mio punto di vista, testimonino uno dei migliori periodi vissuti insieme...umanamente..." mi dice Carlo Lancini. Ci credo.
E' il loro campo e la squadra gioca bene e porta sempre a casa il risultato. L'unico sfizio è compiacere chi cerca ancora quel buon hard-blues-rock'n'roll in grado di tenere accesa la fiammella. Non di certo un grande peccato per chi ama il rock semplice e puro.
In uscita il 14 Febbraio 2013.


 

                 INTERVISTA: MOJO FILTER



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