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lunedì 25 giugno 2012

COVER ART#4: NEIL YOUNG (ON THE BEACH, 1974)


artista: NEIL YOUNG
album: ON THE BEACH
anno: 1974
direzione artistica e disegno: GARY BURDEN
fotografia: BOB SEIDEMANN
canzoni da ricordare: Walk On, Revolution Blues,On the beach,Ambulance blues

E' stato, è e rimarrà uno dei suoi capolavori indiscussi, spesso superato in popolarità da titoli più noti, On the Beach è uno sguardo contemplativo di scuro disagio verso il mondo circostante. Il biennio 1974/75 fu per Neil Young un periodo di profonda sofferenza e crisi esistenziale che vide il suo sfogo/prolungamento nei due dischi On the beach appunto e Tonight's the night (scritto prima di On the beach ma uscito un anno dopo, nel 1975).
In copertina Young è visibile in lontananza, ritratto di spalle, scalzo con le grosse scarpe di fianco ed uno sdraio aperto lì vicino, mentre il suo sguardo è fisso su un orizzonte che si perde lontano nel mare. Un'onda sta per arrivare, cosa porterà? Cosa si prenderà ancora? Un segnale forte e chiaro della volontà di volersi lasciare alle spalle un periodo che lo aveva visto a diretto contatto con la morte e la perdita di cari amici come Bruce Berry ( roadie di CSN&Y trovato morto per overdose nell'appartamento dello stesso Young) e Danny Whitten (chitarrista dei Crazy Horse cacciato dallo stesso Young per i suoi problemi di droga), la nascita di un figlio, Zeke, con forti problemi di salute e un quadro generale della società americana non esaltante che faceva seguito alla grande utopia di fine anni sessanta.
C'è tutto il necessario per far sprofondare un uomo nella depressione.
Young si lascia alle spalle un ombrellone aperto su una spiaggia (Santa Monica Beach, California) dove il sole sembra essere scomparso già da qualche ora- sembra tiri anche il vento- un attaccapanni vuoto, un tavolino desolatamente imbandito con una lattina di birra Coors ed un bicchiere (di plastica?), un giornale che il vento ha fatto cadere (con il titolo " Senator Buckley calls for Nixon to Resign" riferito al Watergate che sconvolse gli Stati Uniti e il suo presidente Richard Nixon) ed un pezzo del retro di una Cadillac per metà sotterrato. Significativo il particolare del giornale, visto lo strano feeling tra Young ed il presidente Nixon, citato spesso nelle sue canzoni, da Ohio a Campaigner's fino alla splendida Ambulance Blues che chiude questo disco.
Un quadretto pensato dallo stesso Young insieme al fido artista Gary Burden e creato dal fotografo Bob Seidemann che nel suo intero, dominato dal colore giallo, da un senso di velata malinconia e desolazione, raccontando, ancor prima di far girare il disco, gli umori delle canzoni. Un voler cercare in lontananza quello che la presente realtà sembra affossare e forse proprio quel pezzo di Cadillac che ancora si scorge è un simbolico segno che non tutto è perduto. "Una delle mie copertine preferite è quella di On The Beach" racconta Neil Young nell' autobiografia Il Sogno Di Un Hippie "Ovviamente era il titolo di un film che ho rubato per l'album , ma che importa. L'idea per la copertina fu un fulmine a ciel sereno. Gary ed io andammo insieme a cercare i pezzi da mettere insieme. Andammo a un deposito rottami di Santa Ana per recuperare la deriva di coda e il parafango di una Cadillac del 1959 con tanto di luci posteriori. Restammo a guardare mentre li tagliavano da una Cadillac per darli a noi; poi andammo da un fornitore di arredi da esterno dove prendemmo l'ombrellone e il tavolino. In un pessimo negozio di abbigliamento per uomini trovammo la brutta giaccia di poliestere gialla  e i pantaloni bianchi..."
I caratteri grafici sono di Rick Griffin, il grafico più ricercato della San Francisco psichedelica degli anni sessanta e autore di tante copertine dei Grateful Dead. 
Nella busta interna, come una lettera persa dal vento in spiaggia, le note introduttive all'album, scritte dal musicista country Rusty Kershaw (sua la slide su Motion Pictures(For Carrie) ed il violino in Ambulance Blues) che si interroga sul perchè fu scelto per scrivere queste righe, ma che ci racconta anche di un Neil Young dall'umore a terra e la forte volontà di provare a cambiargli il morale con la  musica. Poi, alcune frasi criptiche e poco comprensibili, infine tesse le lodi all'album e vicino alla firma scrive:"perchè Ben (Keith) è mio amico". Rusty Kershaw, personaggio bizzarro, ebbe un grande peso sulla realizzazzione del disco e  riuscì a tenere alto il morale , oltre che con la musica, introducendo il largo uso di Marijuana (ormai leggendarie le sue "Honey slides"-frittelle di marijuana e miele).
Il retro, dove compare il nome dell'artista, in alto a sinistra, è il prolungamento verso sinistra della foto: il pezzo di spiaggia è libero e sgombro di oggetti, campeggia solamente un vaso in legno con una triste e giovane palma dal lungo e sottile tronco, sormontato da quattro corti rametti con foglie. Ora tutto è più chiaro: Neil Young è solo, unica presenza (umana) vivente in quella spiaggia.
Curiosa la versione alternativa della copertina, che divenne successivamente un poster pubblicitario. Questa volta Young è in primo piano, scalzo e sorridente.Il giornale è sopra il tavolo e Neil Young in mano tiene la copia di un altro quotidiano. Uno visione che avrebbe completamente rovesciato gli umori dello scatto originale, concentrando tutti gli sguardi sull'artista sorridente in primo piano, distogliendoli da tutto il resto. 
Young uscirà fuori da questo periodo scuro ma prima ci lascerà questi due dischi ( On the Beach e Tonight's the Night) "diversi" ma favolosi a testimonianza di uno dei periodi più neri della sua vita personale, inversamente proporzionale a quella artistica, mai stata così fervida ed ispirata.
E' uno dei dischi preferiti dallo stesso cantautore che ne ha sempre tessuto le lodi, scegliendo di non pubblicarlo su compact disc per molti anni, proprio per preservarne l'autenticità data dai solchi del vinile. E forse, questo lo aggiungo io, per preservare la bellezza di una copertina che il formato12x12 cm. di un cd sacrifica troppo.




3 commenti:

  1. Da Younghista estremo, considero questo disco, oltre ai più noti già celebrati, e insieme forse a Ragged Glory, il più bel disco del Loner di Toronto. E da fan mi chiedo se debba per forza attraversare tempi tanto cupi, con perdite umane di amici e nn solo, per avere musica di così alto livello? Oppure il suo talento può esprimersi anche in tempi più sereni! Un saluto

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  2. a proposito della cover di On The Beach e del surrealismo ti segnalo un articolo che ho tradotto nel mio blog: http://beatblog2.blogspot.it/2011/12/on-beach-dali-ballard-young.html
    ciao!

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  3. Grazie Matt...leggerò volentieri!!!
    Ciao Mio...Spero che young possa vivere tempi felici e sereni...i capolavori li ha già dati...;)

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