lunedì 16 aprile 2012

RECORD STORE DAY 2012, INTERVISTA A PAOLO CAMPANA,regista di "VINYLMANIA"


Le dita che corrono veloci in preda ad un raptus impulsivo, scartabellano centinaia di vinili nel volgere di pochi secondi. Lo sguardo attento e concentrato nel cogliere i particolari, i colori e i monicker delle copertine e nello stesso tempo vigile a controllare altri avventori e le loro scelte ( No, quello no, lo dovevo prendere io...). Il naso solleticato da quel particolare aroma di cartone mischiato ad inchiostro e plastica che sale ogni qualvolta rilasciamo un disco per afferrarne un altro. Tutti i nostri sensi sono impegnati e racchiusi in una semplice azione ripetutta chissà quante volte e in quanti luoghi sparsi per il mondo.
Questa semplice azione che sembra sepolta nei ricordi dei più nostalgici, rivive ancora nelle vite degli appasionati meno arrendevoli, di chi continua a frequentare "fiere del vinile" e i sopravvissuti negozi di dischi.
Da alcuni anni (cinque per la precisione),come si fa per le cose più belle, importanti, preziose ed in via di estinzione, il 21 Aprile 2012 si celebra, in tutto il mondo, il Record Store Day. Giornata dedicata a tutti i negozi che ancora sfidano il mercato musicale anteponendo la passione prima di tutto.
Negozianti, artisti e fans uniti per un giorno in difesa della buona musica. Negozi aperti, edizioni limitate e create appositamente per la manifestazione ed eventi live animeranno la giornata in ogni angolo del mondo.
Quest'anno anche l'Italia avrà il suo momento di gloria. Il film/documentario del regista torinese Paolo Campana: "VINYLMANIA-Quando la vita scorre a 33 giri al minuto", è stato scelto come pellicola ufficiale della manifestazione.
Ne parliamo direttamente con lui.

INTERVISTA a PAOLO CAMPANA

Come ha preso forma l'idea di girare il film e come è arrivato a rappresentare il Record Store Day 2012?
L’idea di Vinylmania è nata più di dieci anni fa, diciamo in tempi non sospetti ed è stato un work in progress. Allora si parlava del vinile come di un fenomeno di nicchia, si pensava che di lì a poco sarebbe sparito... e quindi nessuno credeva nel progetto. Per anni ho girato con la mia telecamera tra negozi di dischi, mercatini e DJ set per documentare la realtà che mi circondava. All’epoca facevo il DJ quasi a tempo pieno e nel documentare la realtà che frequentavo volevo capire di più su una passione che stava per me diventando mania vera e propria. La mia domanda iniziale è stata “ma cos’è che ci tiene così ancorati a questo formato?”.
L’aumento imprevisto delle vendite e l’attualità del fenomeno ha dato poi ragione a quest’idea e finalmente nel 2008 alcune televisioni, tra cui ZDF/ARTE, che producono documentari creativi, si sono finalmente interessate al progetto. Così insieme con la torinese Stefilm che da tempo sosteneva questa ricerca è partita la produzione vera e propria. Con Edoardo Fracchia, il produttore, abbiamo cominciato a lavorare alla preparazione del film, iniziata nell’estate del 2009 e terminata tra riprese in giro per il mondo, montaggio e post-produzione nel 2011. Esisteva già da tempo uno script che poi ha avuto diverse stesure mantenendo un’idea di base che consisteva in una mia indagine personale intorno al mondo del vinile, una sorta di viaggio nel “groove”, dentro il microsolco, una sorta di “road movie”. La parte di vissuto autobiografico ha preso forma più compiuta durante il montaggio e fa da traino ad una storia costellata d’incontri con artisti, musicisti, DJ, ingegneri del suono, collezionisti o semplici appassionati. Partendo dall’idea di sondare soprattutto la febbre del collezionismo, il progetto ha virato verso un’altra forma, ovvero l’intenzione d’indagare tutte le possibili declinazioni di questa passione, da chi ha lavorato con i dischi facendo copertine, studiandone il suono, a chi è musicista o ne è stato folgorato come semplice amante della musica o ha passato una vita ad archiviare dischi.
Per quanto riguarda il RSD sono molto fiero che Vinylmania sia stato selezionato come film ufficiale del 2012. Ho sempre desiderato fare qualcosa in questa direzione. Il rapporto con RSD esiste da oltre un anno e dopo un lungo scambio di mail abbiamo finalmente attirato il loro interesse, abbiamo mandato il film appena finito quest’estate... e semplicemente è piaciuto! Il fatto poi che quest’anno l’ambasciatore sia Iggy Pop mi entusiasma ancora di più.
Per girare Vinylmania hai impiegato dieci anni. Un periodo lungo per la velocità con cui è cambiata la fruizione musicale in questi ultimi anni. Girando il film ti sei accorto di questi cambiamenti intorno a te? Ci sono state difficoltà? Aiuti insperati?
E’ stato un periodo di gestazione relativamente lungo in cui molte cose sono successe tra cui la rivoluzione su internet con il downloading selvaggio di musica: MP3, l’avvento di Itunes, ecc...
E’ paradossale che proprio in un momento di grande libertà come questo sia ricominciata una massiccia vendita di dischi riportando sul mercato le stesse major che in parte sembravano aver abbandonato questo formato. L’elemento inaspettato di questo fenomeno di ripresa sono i più giovani. Nuove generazioni di teenagers, nati in epoca digitale, hanno cominciato ad interessarsi al vinile.
Forse saranno loro i collezionisti del futuro? La verità è che il vinile non è mai andato via... è semplicemente ritornato di grande attualità e l’industria della musica se n’è accorta e l’ha rilanciato, forse per far fronte a quella che nel film viene definita da Eddie Piller, storico DJ e produttore dell’etichetta Acid Jazz, “la truffa del digitale”.
La gente cerca qualcos’altro dentro la musica, ha bisogno di qualcosa da toccare, di un oggetto concreto, di un suono più naturale ed il vinile incarna quest’idea. Questa sorta di nuovo “rinascimento” dei dischi, come dicevo, ha aiutato tantissimo il progetto prima dal punto di vista produttivo ed ora distributivo.
Fare un documentario, soprattutto in Italia, è un percorso ad ostacoli. Questo significa principalmente avere difficoltà dal punto di vista economico. Ci sono state però anche tante sorprese che hanno reso questa sorta di missione molto eccitante. A parte il sostegno del RSD durante l’arco delle riprese, il film ha avuto la partecipazione e il supporto di artisti che stimo molto tra cui Philippe Cohen Solal dei Gotan Projectt, Winston Smith, artista conosciuto soprattutto per le copertine dei Dead Kennedys o Sanju Chiba, costruttore del Laser Turntable. Persone che hanno creduto e credono tutt’ora fortemente nel film tanto da sostenerne la promozione stessa. Winston Smith ad esempio ha creato per noi la copertina del DVD e il poster del film con il suo stile graffiante.
Un’altro grande aiuto è arrivato dalla rete, dai nostri fan di facebook in gran parte, quando abbiamo organizzato la campagna di raccolta fondi per poter produrre il DVD di Vinylmania edizione speciale. Quasi 400 sostenitori ci hanno aiutato su Kickstarter a raccogliere la somma di 37.000 dollari. E’ stata un’esperienza bellissima, 45 giorni d’intensa campagna in rete a stretto contatto con appassionati di musica, collezionisti o semplici amanti dei documentari...
Andando in giro per il mondo hai potuto testare la sopravvivenza dei piccoli negozi musicali. C'è ancora qualche isola felice in giro per il mondo?Isole felici ne ho trovate un po’ ovunque nel mio viaggio: a parte i grandi shop resistenti come Spacehall a Berlino, Rough Trade a Londra o Amoeba a San Francisco, ci sono i piccoli negozi, sempre a San Francisco, con sotterranei interminabili
e corridoi di Lp che si perdono nell’oscurità, interi isolati pieni di sorprendenti negozi a Shibuya a Tokyo, gli “Antiquariat” di Praga, botteghe in cui tra vecchie cianfrusaglie e reliquie “ortodosse” spuntano titoli imprevedibili, la fiera di Novegro a Milano, una delle più grandi in Europa o semplicemente i “vide grenier”, mercatini delle pulci dei paesini che ho visitato nel sud della Francia dove si possono scovare rarità di ogni tipo... Un’altra isola felice è l’ARC, l’Archive of Contemporary Music di New York dove sono custoditi più di 2.000.000 di dischi e dove si può consultare l’introvabile. Il direttore, dell’ARC, Bob George, circa due volte l’anno organizza una piccola fiera al suo interno dove vende i doppioni...
Tu sei di Torino. Recentemente ho letto il divertente libro "L'ultimo disco dei Mohicani"(raccolta di folli aneddoti intorno ad un negozio di dischi) di un altro torinese: Maurizio Blatto. Nella tua città i piccoli negozi di dischi come sopravvivono e reagiscono ai grandi media-stores ed a internet?Reagiscono come penso tutti i piccoli negozi di musica sparsi per il pianeta... creando un rapporto stretto con il cliente, specializzandosi in generi e sottogeneri particolari e ricercati, fungendo da punto d’incontro per gli amanti della musica, distribuendo flyers e riviste... recensendo direttamente i dischi in vendita, insomma fungendo da veri e propri aggregatori utilizzando la creatività. Questi negozi sono luoghi unici rispetto ai grandi media-store che di vinile hanno solo qualche ristampa. Fondamentalmente anche a Torino per me vale quello che diceva Nick Hornby nel suo libro Alta Fedeltà: “I negozi dischi non possono salvarti la vita, ma possono dartene una migliore”, si perché in questi non solo si comprano e si ascoltano dischi ma si ferma un po’ il tempo e ci si trova una dimensione differente fatta anche di incontri bizzarri.
Il libro di Maurizio, che conosco da anni, e il cui negozio frequento di tanto in tanto, non fa altro che raccontare una splendida variegata galleria umana. Insomma se cerchi qualcosa di non anonimo ed inconsueto basta entrare in un qualunque negozio di dischi... qui più che fuori qualcosa d’interessante di sicuro succede.
Intervistando gli artisti, qual'è la corrente di pensiero più frequente riguardo i files digitali? Molti li odiano, altri li trovano indispensabili. C'è qualche musicista che ti ha colpito più di altri?In realtà non vedo i file digitali come il diavolo, possono essere utili per scoprire nuova musica prima di cercarla in vinile, per scambiare al volo esperienze. Il digitale personalmente è semplicemente un modo per ricognizzare la musica, le nuove uscite, i dischi introvabili... diciamo che potrebbe essere un’anticamera del vinile. Scopri un brano? Un artista? Bene, vuoi approfondire? Con il vinile crei un rapporto più profondo e ravvicinato con la musica registrata e l’opera contenuta, un rapporto più impegnativo ma anche più gratificante dal punto di vista dell’esperienza. E le esperienze di ognuno che s’intersecano sono le più diverse. Da un lato ci sono puristi come Eddie Piller, Key Kobayashi o i The Karminsky Experience, DJ e accaniti collezionisti presenti nel film, che suonano vinile al 100%, poi c’è DJ Kentaro, che utilizza sia vinili veri che quelli virtuali di Serato per scratchare. All’altro estremo, Richie Hawtin (presente con un intervista nei bonus del DVD), votato completamente agli usi più avanguardistici del digitale che però non ha rinnegato le proprie origini. Secondo Hawtin il vinile è fondamentale perché ci fa immergere meglio nella musica presente permettendoci di comprenderne le radici.
Il tuo film verrà visto e proiettato in tutto il mondo. Quest'anno ambasciatore del Record Store Day sarà Iggy Pop. Cosa speri possa dire
immediatamente dopo la visione del tuo film?
Spero innanzi tutto che lo veda... e che possa apprezzarne soprattutto l’ironia. Iggy è parte di quell’universo musicale in cui sono cresciuto negli anni’80... fondamentale
Il lento ritorno in auge dei vinili spesso lo associo, metaforicamente, ad un richiamo e voglia di lentezza in un mondo assurdamente frenetico. La sacra liturgia dietro all'ascolto dei vinili richiede molto tempo. Qual'è stato, secondo te, il nemico numero uno del vinile? La nostra generazione ha conosciuto tutti i supporti musicali:il vinile appunto, la musicasetta (addirittura la vetusta "super 8"), il compact disc, l'mp3. Dove risiede la magia del vinile?
Indubbiamente il nemico numero uno del vinile, dopo la cassetta, è stato il cd. Le major hanno spacciato il digitale all’epoca come qualcosa di irrinunciabile... ma era semplicemente un altro modo per cercare di resuscitare i profitti di un industria, quella musicale, già da anni agonizzante. La qualità del CD è buona si, ma si tratta di un suono non conformato sul nostro orecchio che è e rimane analogico così come il suono registrato nei microsolchi di un vinile. Per le Major produrre e vendere CD dava più ricavi rispetto ai dischi. Ora però la batosta gli è tornata indietro... prima con il downloading gratuito ed ora con il crollo del mercato dei CD. Non bisogna dimenticare che un disco in vinile non è “fotocopiabile” ed ha più senso la convivenza vinile-MP3 che quella vinile-CD.

La cassetta Stereo8 non è mai stata un pericolo, anzi era limitante tanto da essere poi soppiantata dalla classica Cassetta Basf, anch’essa però molto limitata per la qualità. Si tratta di formati storici, su cui ora si sono raccolte comunità di afficionados e dietro cui c’è un fenomeno di nostalgia vero e proprio, vedi i leggendari mixtape, e a cui stanno dedicando diversi documentari. Ma, nulla a che vedere con il vinile, i dischi hanno qualcosa che va oltre la nostalgia, il suono e la copertina.
La magia del vinile sta in qualcosa di più evocativo. Vedo i dischi come piccole macchine del tempo in grado di farci viaggiare non solo nella nostra memoria personale ma nella memoria musicale collettiva. Sono sicuro che sia questa qualità impalpabile ad attrarre inconsciamente gran parte dei più giovani. Essi stessi hanno bisogno di sentirsi parte di qualcosa di tangibile, qualcosa che li riconnetta con una certa forma di pensiero che sta sparendo. Quella spirale scura del groove che gira sul piatto ha il potere di portarti lontano verso altri mondi e universi paralleli altrimenti insondabili.
Hai una situazione ideale per ascoltare musica? Quella in cui la musica occupa totalmente i tuoi pensieri e ti stacca completamente dal mondo?Fondamentalmente l’ascolto di un disco richiede dedizione e tempo ma è anche un passatempo piacevole. Lo si può fare mentre si cucina, e magari si sorseggia un bicchiere di buon vino... Adoro questa pratica... come anche quella di passare una bella serata in compagnia con il sottofondo frusciante di un disco... dimenticarmi di girare la facciata perché succede qualcosa di imprevisto... Per citare ancora Nick Hornby: “L'amore è una metafora della musica stessa”.
Vinile vuol dire anche arte visiva.
-Ti ricordi la prima copertina che hai visto?
Ricordo quella che mi rimase più impressa... the Robots dei Kraftwerk, avevo 12 anni, li avevo visti in tv e mi avevano colpito molto: loro quattro, camicia rossa, cravatta nera... manichini futuristi di se stessi...
-La più bella copertina che possiedi nella tua collezione?Adoro le copertine coloratissime degli anni ’50 di lounge exotica americana, soprattutto quelle di Martin Denny, Les Baxter o Yma Sumac ma sono anche molto legato a certe copertine degli anni ’80 come quelle create da Peter Saville o Winston Smith, ospiti del film.
-La più brutta?Non c’è limite al peggio... non ho mai capito la cover del primo album degli A Certain Ratio... non è esteticamente confortante e i colori mi fanno un effetto strano, ma non è la più brutta che al momento ricordi... Forse le ultime dei Simple Minds? O certa roba Italo disco degli ’80... musica che per altro adoro!
Come sarà distribuito il DVD e cosa potremo trovarci? Hai mai pensato a cosa potrebbe pensare un ragazzino, adolescente di oggi, davanti alle immagini della tua pellicola?Il film ha riscosso un grande successo al International Film Festival di Goteborg ed ora sta circolando in diversi festival e rassegne. Tra i principali appuntamenti nelle sale ad aprile Vinylmania sarà presentato al Chicago International Music Festival, avremo una prima a Torino al Cinema Massimo il 18 aprile, il 20 a Parigi, il 22 saremo ospiti dell’Istituto Italiano di Cultura a Stoccolma. A maggio al Planete Doc Review a Varsavia, alla fiera di Vinilmania di Novegro a Milano e al Ox di Oxford ed tante richieste stanno arrivando da tutto il mondo per i prossimi mesi. Gran parte di ciò grazie al nostro distributore internazionale Deckert Distribution.
Il DVD avrà una prima diffusione direttamente dal produttore che invierà le primissime copie direttamente a casa di coloro che ci hanno sostenuto su Kickstarter, per poi essere ufficialmente distribuito a partire dal 21 aprile, data del Record Store Day. Quest’operazione in Francia partirà da Parigi, allo scoccare della mezzanotte tra 20 e il 21, dopo che avremo presentato il film in una serata organizzata dal Record Store Day e dal nostro distributore d’oltralpe.

Vinylmania special edition sarà distribuito inoltre in Inghilterra, Spagna, Olanda, Belgio, Germania... e speriamo di chiudere con altri distributori tra cui gli USA, il Giappone e il Brasile. In Italia il film è distribuito da Cinecittà Luce in versione digipack bianca con un mini poster all’interno e alcuni dei bonus dell’edizione speciale. L’artwork in copertina curata da Winston Smith è in pratica lo stesso anche per la Special Edition che consta di un doppio dvd con libretto interno, quasi 100 minuti di bonus tra clip di backstage ed interviste con altri personaggi non presenti nel film. Tra loro figurano Richie Hawtin, Klaus Fluoride (Dead kennedys, bassista), V.Vale (publisher Re/Search) ed una divertente escursione a LuxuriaMusic, web Radio di Los Angeles, unica per la sua programmazione a base di vinile. C’è anche una piccola “ghost track” ma sta a voi scoprirla se vi procurate questa versione.
Spero di aver fatto un film trasgenerazionale e il fatto che gli organizzatori del RSD vogliano mostrarlo in molti college americani forse non è un caso. Spero che, chi lo vede , ne esca con la voglia di riscoprire o scoprire che cos’è un disco. Ricordo che durante la scrittura del film più volte con il produttore Edoardo Fracchia, si parlava del desiderio di far venire al pubblico la voglia di entrare in un negozio di dischi! Questa era l’emozione finale a cui volevamo volevamo arrivare... Far venire l’acquolina in bocca. Se questo film ha un cuore la gente saprà sentirlo pulsare!
Che vinile comprerai il 21 Aprile 2012 (giornata del Record Store Day)?Spero di poter visitare qualche negozio di dischi a Parigi, dove presenteremo il film la sera del 20 aprile. Penso a “Raw Power” di Iggy and the Stooges, vista l’attinenza. Mi piacerebbe trovare però l’edizione originale ad un prezzo accessibile, chissà...

A questo punto, non vi rimane altro che correre nel negozio di dischi più vicino a casa vostra (ci sono, ci sono ancora: ci vuole solo un po' di voglia e passione nel trovarli), richiedere il DVD del film di Paolo Campana e comprare l'edizione limitata in vinile che il vostro artista preferito vi ha preparato. Il consiglio non ha date di scadenza, naturalmente.
Un caloroso grazie a Paolo per la sua disponibilità.

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